Cronaca Via Cairoli

Paura vicino al discount: 16enne ferito con un coltello, preso l'autore

E' successo nei pressi dell'Eurospin di Galatone. I carabinieri hanno arrestato un extracomunitario. La lite nata dopo un apprezzamento a una ragazza

Foto di Antonio Quarta.

GALATONE – Un fendente usando un taglierino e il giovane s’è accasciato per terra. Il suo avversario, invece, è fuggito e sulle sue tracce si sono messi subiti i carabinieri della stazione di Galatone e del Norm di Gallipoli e gli agenti di polizia locale.

Il ragazzo, 16 anni appena, originario della provincia di Palermo, è stato colpito all'altezza dell’addome e del volto. I sanitari del 118 l’hanno trasportato in ospedale, al “Vito Fazzi” di Lecce, in codice rosso, ma per dinamica. Per fortuna, infatti, nessun rischio per la vita. Già dai primi accertamenti s’è potuto notare come la lama non sia andata tanto in profondità da ledere organi vitali, sebbene il taglio principale sia di circa 13 centimetri in lunghezza. Già nel pomeriggio è stato dimesso.

Di certo, sono stati attimi di vero terrore quelli vissuti in mattinata in via Cairoli, proprio nei pressi del discount Eurospin. Tutto è avvenuto intorno a mezzogiorno. Le cause della violenta lite, divampata fra il ragazzo siciliano e l’extracomunitario, poi identificato in Kevid David, 32enne, nigeriano, risiedono in un apprezzamento ben poco gradevole rivolto alla sua fidanzatina, galatonese. Da lì, un diverbio, una colluttazione, poi i colpi con il taglierino.

DAVID KEVIN-2Lo straniero, a quel punto, si è subito dileguato, mentre per il 16enne. fra lo sgomento dei presenti, sono stati richiesti soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari a bordo di un’ambulanza e i carabinieri, che hanno avviato le ricerche del fuggitivo, che è stato rintracciato da due agenti della polizia locale e dai carabinieri. Condotto in caserma Stazione, il nigeriano è stato peraltro riconosciuto dai testimoni oculari.

Durante una perquisizione personale, nei pantaloni è stato ritrovato e sequestrato anche un taglierino, probabilmente quello usato per l’aggressione. Il 32enne è stato condotto in carcere, su disposizione del pm di turno, Maria Rosaria Micucci. Risponde di lesioni aggravate. Kevin Davi, peraltro, ha precedenti per minaccia, lesioni e rapina.  

Tutto questo è successo, peraltro, in un momento rovente, visto che si è sotto scadenza elettorale. Ed ecco che a margine dell'episodio s'è scatenata (forse inevitabile) anche la bagarre politica. 

LA RABBIA DEL SINDACO - "L’accattonaggio molesto non può essere tollerato", commenta a caldo il sindaco di Galatone, Livio Nisi, che ringrazia il vicecomandante capitano Mario Cavalera e il maresciallo Marco Miccoli della polizia locale, di cui elogia la professionalità. Hanno partecipato alle indagini, contribuendo a individuare l’aggressore. L'extracomunitario è fra quelli che abitualmente si collocano all'ingresso di supermercati locali, chiedendo un obolo.

"I cittadini dopo questo spiacevole episodio mi hanno manifestato preoccupazioni per eventuali pericoli che potrebbero correre i loro figli", aggiunge il primo cittadino. "Fortunatamente questo atto grave non ha avuto conseguenze tragiche, ma quanto accaduto non può essere sottovalutato".

L’accattonaggio ovviamente non è un reato, ma il sindaco ritiene che la misura sia colma.  "Abbiamo tollerato per carità cristiana e questo ci ha portati a pazientare, nonostante più volte fosse stata segnalata una certa prepotenza da parte di questi giovani nel richiedere aiuto economico, ma ormai abbiamo superato la soglia di sicurezza". E sebbene a Galatone vi siano già ventidue telecamere di sorveglianza, si sta valutando se incrementarle. 

E non si ferma qui il primo cittadino: "L’accattonaggio molesto è un problema che non si manifesta solo a Galatone: riguarda tutto il territorio nazionale e tanti comuni salentini". Per questo ha deciso di scrivere al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, segnalando l’accaduto affinché valuti l’opportunità di un incontro con i sindaci "per definire linee di condotta uniformi per tutta la provincia".

ATTACCHI A NISI - A stretto giro replica Giovanni Alemanno, candidato sindaco per Andare oltre, Alleanza galatea, Azzurro popolare e Meritocrazia, che attacca proprio Nisi e parla di “una città che non offre opportunità né ai concittadini, né a chi viene a cercare fortuna in questo paese stantio”, tanto da arrivare a “un odio sociale che porta a questi atti di violenza e inciviltà”.

Alemanno cita di il decreto legge 14 del 20 febbraio 2017, da cui discende “potere ai sindaci, quali rappresentanti delle comunità locali, di adottare ordinanze dirette a superare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali anche l’accattonaggio e l’illecita occupazione di spazi pubblici” e si chiede cosa sia stato fatto finora.

“Alla luce di quanto accaduto – aggiunge -, diviene necessario tutelare le nostre famiglie, i nostri figli, le nostre attività commerciali. Mi chiedo: è normale chiedere l’elemosina con un coltello in tasca?” “Affinché possa essere considerata vivibile una città deve essere prima di tutto sicura”, ribadisce, chiedendosi se in cinque anni sia stato raggiunto l’obiettivo. “E’ semplice dopo l’episodio di cronaca di oggi muoversi nel chiedere l’intervento del prefetto di Lecce”, la sua accusa.

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