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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Galatone / Via Luigi Cadorna

Ustioni sul volto e coltellate, donna in codice rosso in ospedale: è caccia al marito

Il grave episodio è avvenuto a Galatone nel pomeriggio. La vittima soccorsa dagli operatori del 118 e portata al Centro grandi ustionati di Brindisi. Sul posto intervenuti i carabinieri

GALATONE – Una giovane coppia in crisi, due figli di mezzo e, forse anche per questo, tentativi evidentemente naufragati di riconciliazione. E ora, i medici stanno facendo il possibile per lenire le sofferenze di una donna di 32 anni di Galatone. Il volto sfregiato, due ferite inflitte, si presume, con un’arma da taglio fra pancia e fianco destro, è arrivata in ospedale, a Brindisi, in codice rosso. Dopo un breve passaggio presso il Centro grandi ustionati, è stata trasferita in Rianimazione per essere infine sottoposta in serata a un intervento chirurgico.

Un vero e proprio incubo

L’incubo si è materializzato in un caldo pomeriggio di maggio in via Cadorna, lunga strada di raccordo fra centro e periferia di Galatone. L’uomo, coetaneo della moglie, originario del Marocco e da lungo tempo in Italia, noto per la gestione di una piccola attività di ristorazione, avrebbe agito con rara ferocia, al termine di un litigio esploso fra le mura domestiche per motivi al momento ancora poco chiari. E per fortuna i figli non erano in casa, in quel momento, ma da parenti.

Sta di fatto che, all’improvviso, il diverbio si è trasformato in dramma. La donna, riuscita a sfuggire alle grinfie del marito, che doveva essere totalmente fuori controllo, è scappata sanguinante e con il volto deturpato verso casa della madre, che non dista più di una cinquantina di metri dalla sua. Ed è da qui che è partita la richiesta allarmata di soccorso al 118, seguita dall’arrivo, poco dopo, dei carabinieri della stazione locale, informati proprio dai sanitari.

Fuoco e coltellate

Si era parlato di acido lanciato in volto, in prima battuta, ma stando a quanto riferito proprio dalla 32enne, il marito le avrebbe bagnato volto e capelli con alcool, per poi innescare una fiammata con un accendino. Il che poco cambia. Resta l’estrema gravità dell’episodio, reso ancor più angoscioso dal fatto che contemporaneamente lui l’avrebbe accoltellata almeno un paio di volte, prima di scappare, prendendo chiavi della Lancia Y della moglie e un borsello contenente del denaro. Dove sia finito, non si sa. Sembra che sia fuggito in direzione di Nardò, poi si sono perse le tracce. E i militari hanno avviato ricerche in tutto il circondario.

La madre della 32enne è stata ascoltata a lungo, in caserma, dai carabinieri, in modo che fornisse la sua ricostruzione dei fatti. Quanto alla vittima, è stata trasportata presso l’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi in codice rosso, proprio perché dotato del Centro grandi ustionati, ma è chiaro che le priorità devono essere cambiate in corso d’opera, perché nel giro di breve tempo è stata intubata in Rianimazione e poi sottoposta a un intervento.

Che la relazione fra i due non fosse serena, è attestato da diversi episodi. A gennaio, per esempio, l’uomo era stato arrestato in flagranza dai carabinieri per maltrattamenti, ma sembra che non vi fosse stato come seguito una denuncia sporta dalla stessa compagna. Vi sarebbero anche altri episodi a testimonianza di un’evoluzione a dir poco turbolenta nella relazione e probabilmente saranno vagliati con attenzione.

Ma, intanto, non si hanno ancora notizie del 32enne. La scientifica ha acquisito varie registrazioni di telecamere nel tentativo di fare chiarezza su dinamica e via di fuga.  

Lo sgomento del sindaco     

“Una notizia che lascia sgomenti. Una violenza inaudita, un gesto che non può avere alcuna giustificazione e che condanno fortemente”, ha commentato sulla sua pagina Facebook il sindaco di Galatone, Flavio Filoni. “Ripongo la mia fiducia nelle forze dell'ordine e mi auguro che l'autore venga consegnato al più presto alla giustizia. Esprimo la mia personale solidarietà a quella donna, vittima incolpevole – ha concluso –, augurandole di tornare presto a casa”.

Alle parole del primo cittadino, hanno fatto eco quelle dell’assessora Pina Antico che si è detta “vicina alla famiglia della povera ragazza, perché la violenza subita è certamente anche loro”.

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