Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Vigilante esplode colpo di pistola in aria, sventato maxi-furto di pannelli fotovoltaici

Una guardia giurata della Folgorpol è intervenuta la scorsa notte in agro di Galatone insieme agli agenti di polizia del commissariato di Nardò. I ladri avevano già caricato duecento pannelli a bordo di un camion, risultato a sua volta rubato. La refurtiva forse destinata all'estero

Foto di repertorio.

GALATONE – I pannelli fotovoltaici vanno a ruba. Letteralmente. Anche la notte scorsa nelle campagne di Galatone c’è stato trambusto.  E non poco. Perché è stato anche esploso un colpo di pistola da una guardia giurata, a scopo intimidatorio. E alla fine la banda di ladri ha preferito dileguarsi.

Il sistema di controllo, frutto di un recente protocollo firmato in Prefettura, ribattezzato “Occhi sulla città”, ha funzionato ancora una volta. Un vigilante dell’istituto Folgorpol è intervenuto su segnalazione della sua centrale operativa, che nel frattempo ha anche avvisato la polizia. Nel giro di pochi minuti il posto è stato presidiato dalle volanti del commissariato di Nardò.

Furto sventato, dunque, con un lieto fine anche per i proprietari del mezzo che i malviventi stavano utilizzando, la Sp Transfert di Nardò: rubato nei giorni precedenti, è ritornato in ditta. Un controllo ha permesso di appurare che era stato sottratto nei pressi della pesa pubblica.  

Erano circa le 23 quando è scattato l’antifurto in un campo fotovoltaico di un privato, in contrada Pinnella, agro di Galatone. Il primo ad arrivare, un vigilante. S’è avvicinato al campo, è sceso dall’auto di servizio per un controllo perimetrale. E quando s’è reso conto che non si trattava di un falso allarme, ma che un cancello era stato forzato e che c’era movimento attorno a un grosso mezzo di trasporto, ha estratto l’arma d’ordinanza dalla fondina ed esploso un colpo in aria.

La banda s’è così dispersa nelle campagne, abbandonando la refurtiva. All’arrivo degli agenti diretti dal vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì, è stato svolto un sopralluogo approfondito. Quattro pannelli fotovoltaici erano ancora per terra, accanto al camion, abbandonati in fretta in furia, ma ben duecento erano già stati stipati sul cassone. E avrebbero preso il volo verso chissà quali lidi, se l’intervento non fosse stato celere. Forse all’estero, come stava per accadere di recente in seguito ad un altro furto – in quel caso consumato – sempre nei dintorni di Nardò.

Nei giorni scorsi, infatti, un carico di pannelli rubati è stato rintracciato su di una nave in partenza dal porto di Genova. Segno che esiste un vasto mercato nero, dietro a questa tipologia di furti, in qualche caso svolti forse anche su commissione.

IMG_1117-2-3Un fenomeno da non sottovalutare, tanto che nei giorni scorsi Confindustria Lecce ha lanciato un allarme, tramite il delegato all’energia, Antonio Mengoli, e il presidente della sezione impianti ed energia, Salvo Picciurro.

“E’ un problema molto grave che rischia di colpire duro quelle aziende che hanno investito in un settore strategico. La Puglia, infatti, grazie agli incentivi del Conto energia, è riuscita ad imporsi come una delle realtà italiane maggiormente rappresentative del settore”, avevano detto.

E avevano anche fornito una possibile chiave di lettura al fenomeno. “L’aumento dei furti può essere ascritto alla mancata obbligatorietà della comunicazione delle matricole identificative dei pannelli fotovoltaici al Gse. Venuto meno tale obbligo, infatti, il rischio è che si apra un mercato illegale per l’acquisizione dei pannelli”.  Moniti e considerazioni che, alla luce dell’episodio della scorsa notte, rafforzano la necessità di “iniziative per tutelare le aziende che operano nel settore fotovoltaico, ripristinando l’obbligo di comunicazione delle matricole al Gse”.

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