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Berretto e ferita lo tradiscono, indagato per tentato furto nella posta

I carabinieri di Galatone sono arrivati a un 45enne del posto, dopo un sopralluogo e aver visionato le videocamere. Aveva ancora lo stesso cappello e un taglio alla mano destra, procurato sfondando di notte il vetro di una porta

GALATONE – C’è un indagato per il tentativo di furto avvenuto nella notte a cavallo fra 15 e 16 dicembre nell’ufficio postale di Galatone. A lui sono arrivati i carabinieri.  Alla stazione locale, infatti, si è rivolto direttore della filiale di via Luciano Spagna. E i militari, dopo una serie di accertamenti, sono arrivati in casa di G.G., 45enne del posto, già noto alle forze dell’ordine. A tradirlo sono stati, in particolare, due dettagli: il berretto indossato nel momento in cui è stato eseguito il tentativo di effrazione, sotto l’occhio delle videocamere di sorveglianza, e un taglio alla mano destra che si sarebbe procurato rompendo il vetro di una porta posta sul retro dell’edificio, quella da cui stava cercando di accedere all’interno.

Ma è bene andare con ordine. La sera del 15, circa una decina di minuti prima di mezzanotte, è scattato l’allarme dell’ufficio postale in zona centrale. Il sistema di videosorveglianza è collegato centralmente con Poste Italiane di Napoli e proprio da qui è partita una richiesta d’intervento, rivolta alla polizia. Si era a cavallo della fine di un turno e dell’inizio dell’altro e due volanti del commissariato di Nardò, una montante per il turno di notte, e l’altra smontante, sono arrivate sul posto. I filmati hanno consentito di svolgere una prima ricostruzione, notando il soggetto con berretto scuro e forzare il cancelletto posteriore e infrangere il vetro della porta, per poi subito allontanarsi, riuscendo così a sfuggire a un arresto in flagranza.  

In mattinata, poi, come detto, il direttore ha sporto formalmente denuncia ai carabinieri della stazione di Galatone che, per prima cosa, hanno svolto un accurato sopralluogo. Poi, estrapolate le immagini di videosorveglianza, hanno individuato in un soggetto del posto il possibile responsabile. Una volta rintracciato, aveva ancora in testa ilcappellino scuro che sarebbe stato indossato nella circostanza (che quindi è stato sequestrato). Ed è stato rilevato anche e soprattutto il fatto che l’uomo avesse una ferita all’altezza della mano destra, compatibile con lo sfondamento del vetro. Sulla scorta di questi elementi, il 45enne è stato iscritto nel registro degli indagati e non si esclude che possa essere richiesta l’adozione di una misura cautelare.

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