Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Tentato omicidio di Galatone, fissata l'udienza preliminare per quattro

Il 22 ootobre davanti al gup Simona Panzera dovranno comparire Mattia Marzano, 21enne, Giuseppe Marzano, 47enne, Antonio Patera, detto "Gregorio" di 40 anni, e Fabio Lanzillotto, di 29. L'epiodio lo scorso anno, davanti ad un bar. Gli arresti furono eseguiti in diverse occasioni dai carabinieri

LECCE – E’ stata fissata al prossimo 22 ottobre l’udienza preliminare per il tentato omicidio di Marco Caracciolo, il 27enne raggiunto all'addome da quattro colpi di pistola, in piazza San Demetrio, all'esterno del bar "L'Elix" di Galatone, il 28 ottobre del 2012.

Dinanzi al gup Simona Panzera dovranno comparire Mattia Marzano, il 21enne originario di Galatone, già arrestato con l'accusa di tentato omicidio perché ritenuto il responsabile del ferimento e di altre tre persone raggiunte, successivamente, da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Lecce, Carlo Cazzella, e Giuseppe Marzano, 47enne, Antonio Patera, detto “Gregorio” di 40 anni, e Fabio Lanzillotto, di 29, tutti originari di Nardò, ma residenti a Galatone, fermati con l’accusa di concorso in tentato omicidio di Marco Caracciolo, 28enne del posto, e sottoposto all’epoca dei fatti alla misura di sorveglianza speciale.

I guai, per gli arrestati, cominciarono una domenica d’autunno, in piazza San Demetrio, nella cittadina di residenza del gruppo. Era, e una rissa esplose davanti al bar del centro, “L’Elix”, gestito da Giuseppe Marzano, per futili motivi. Caracciolo, a seguito di quell’acceso diverbio, fu raggiunto da tre colpi di pistola  semiautomatica calibro 7,65 all’addome, nei paraggi di via Vittorio Emanuele III, poco distante, che lo lasciarono esanime sull’asfalto.

Fu lì che il giovane riuscì a trascinarsi, nonostante le gravi lesioni che gli costarono il trasporto d'urgenza dapprima presso l'ospedale "Santa Caterina Novella" di Galatina, poi al "Vito Fazzi", dai sanitari del 118, dove fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. L’arma, fortunatamente, si inceppò prima che potesse essere esploso il quarto colpo che si sarebbe rivelato fatale.  Soltanto grazie ad una folle corsa in ospedale da parte assieme al personale del 118, la vittima dell’agguato riuscì a mettersi in salvo.

Poche ore dopo il grave episodio di sangue, i militari fermarono Mattia Marzano, 22enne figlio del titolare della caffetteria, reo confesso ed esecutore materiale (fu lui a consegnare la pistola, spontaneamente, ai militari). Le indagini condotte dai carabinieri della compagnia della Città Bella hanno permesso di stabilire, grazie all’analisi dell’impianto di videosorveglianza posto in una via vicina, e grazie alle dichiarazioni di alcuni individui presenti al momento dell’episodio, l’addebito delle responsabilità nel tentato omicidio. 

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