Cronaca Gallipoli

"Volevo esplodere un solo colpo per spaventare": Gallipoli, la versione del 20enne

Davanti al pubblico ministero e ai carabinieri, Ibrahim Rudi ha lasciato intendere di non saper maneggiare la pistola mitragliatrice: per questo la raffica di 18 colpi. Sua intenzione non sarebbe stata di uccidere o ferire la ex e gli altri, ma intimidire due ragazzi di Cutrofiano

GALLIPOLI – Per il pubblico ministero Maria Consolata Moschettini non ci sono dubbi. Ibrahim Rudi, il 20enne di Galatina fermato ieri mattina per tentato omicidio plurimo aggravato e detenzione e porto illegale di armi da guerra, avrebbe esploso quella raffica di proiettili, ben diciotto, con una pistola mitragliatrice calibro 7.65 con un solo, chiaro intento: uccidere.

Uccidere la sua ex di Cutrofiano, 26enne, la sorella di 28, una loro amica e altri due ragazzi, anche loro cutrofianesi, con uno dei quali la giovane intratterrebbe da breve tempo una relazione. Vicenda consumatasi, secondo l’accusa perché accecato dalla gelosia, intorno alle 4,30 di notte (non alle 6 circa, come riportato ieri, ndr) davanti al condominio “Coppola”, al civico 1 di via Kennedy, nel pieno centro di Gallipoli, fra il terrore del gruppetto di ragazzi e lo sgomento del vicinato, svegliato di colpo dal rumore della sventagliata e dalle urla. E l’intenzione di voler versare sangue sarebbe dimostrata dal fatto di aver esploso colpi ad altezza d’uomo.

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Lui, però, già ieri, dopo essere stato fermato fra Villa Convento e Novoli in compagnia di due amici con cui aveva raggiunto Gallipoli e con i quali era poi fuggito - un 20enne di Sogliano Cavour e un 32enne novolese -, una volta condotto in caserma dai carabinieri, davanti al pubblico ministero ha raccontato un’altra versione. Difeso dall’avvocato Simone Viva, spiegando di sapere dove avrebbe trovato i ragazzi, ha ammesso di aver portato quella micidiale arma con sé e di aver sparato, sì, ma non per uccidere e nemmeno ferire nessuno. La sua avrebbe dovuto essere solo un’azione dimostrativa, un’intimidazione, e nemmeno rivolta alla sua ex.

Già, perché Rudi ha spiegato che il vero obiettivo sarebbero stati i due ragazzi di Cutrofiano, con cui avrebbe avuto di recente uno screzio. E c’è di più: la sua intenzione sarebbe stata quella di esplodere un solo colpo, al lato – sebbene, appunto, ad altezza d’uomo -, senza quindi colpirli.

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Se poi gli spari sono diventati diciotto, sarebbe stato per via della natura stessa dell’arma, automatica, e della sua scarsa capacità nel maneggiarla. Ed ecco perché quella raffica. Un eccesso di piombo scaricato contro la sua stessa volontà fra pareti e colonne della galleria dell’edificio, mentre già i cinque ragazzi erano in fuga atterriti. Una linea difensiva che, sicuramente, continuerà a essere adottata anche il giorno della convalida davanti al giudice per le indagini preliminari, che sarà fissata nel fine settimana.

Per quanto riguarda i colpi d’arma da fuoco, c’è da dire che gli accertamenti della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Lecce sono ancora in corso, fra misurazioni e perizie sui bossoli. E resta ancora da trovare proprio l’arma, di cui il giovane non avrebbe spiegato come ne sia entrato in possesso.

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Stando sempre a quanto raccontato da Rudi, fuggito subito dopo la sparatoria con i due amici in direzione sud, percorrendo la strada provinciale 108, avrebbe lanciato lanciato la pistola mitragliatrice dall’auto in corsa, verso il lato sinistro, in un punto di località Rivabella, grossomodo fra lo spartitraffico della complanare e il parco acquatico Splash. Dunque, in direzione del mare, forse fra la vegetazione spontanea che cresce in prossimità della scogliera bassa che caratterizza quel tratto. Ma finora, nonostante le ricerche dei carabinieri della compagnia di Gallipoli, che hanno svolto la rapida indagine culminata con il rintraccio di Rudi e dei suoi amici, di quella pistola nessuna traccia.      

Rudi, il 20enne di Sogliano Cavour e il 32enne novolese (questi ultimi due indagati in stato di libertà per favoreggiamento), come detto, sono stati rintracciati poco dopo nelle campagne fra Villa Convento e Novoli. Già avendo i militari gallipolini un quadro nitido sull'autore degli spari, le ricerche, ieri mattina, sono state diramate immediatamente, coinvolgendo tutte le pattuglie disseminate in provincia di Lecce. Ed è toccata a una dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina la sorte di rintracciare i giovani.

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I tre avevano appena abbandonato l’autovettura, provando a scappare a piedi, dopo aver tentato di inquinare le prove bruciando gli indumenti indossati. Rudi sostiene che la pistola sarebbe a Rivabella. Ma se fosse, invece, sempre verso Novoli, non lontano dal piccolo rogo provocato con gli abiti? O magari in qualche altro punto? Inutile dire che solo l’eventuale rinvenimento chiarirà questo dubbio che assale gli investigatori.

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