Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Gallipoli / Via Kennedy

Diciotto spari verso la ex per gelosia: 20enne in carcere, due amici denunciati

In carcere è finito Ibrahim Rudi, 20enne, residente a Galatina. Risponde di tentato omicidio plurimo aggravato e detenzione e porto illegale di armi da guerra. Nei guai per favoreggiamento anche un coetaneo di Sogliano Cavour e un 32enne di Novoli

GALLIPOLI – Un arresto e due denunce. È terminata in questo modo la prima fase dell’indagine lampo dei carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Gallipoli e della stazione locale, dopo la sparatoria avvenuta all’alba di oggi a Gallipoli, davanti al civico 1 di via Kennedy, dove sorge il condominio “Coppola”. In carcere è finito Ibrahim Rudi, 20enne, origini albanesi, ma nativo di Galatina, dove risiede. Risponde di tentato omicidio plurimo aggravato e detenzione e porto illegale di armi da guerra.

Tuttavia, ancora mancano tasselli per ricomporre la vicenda per intero. A partire dall’arma, di cui Rudi si sarebbe sbarazzato da qualche parte, forse proprio nelle campagne fra Novoli e la frazione di Villa Convento, laddove è stato rintracciato con due amici, un coetaneo di Sogliano Cavour e un 32enne novolese. Con loro si sarebbe allontanato dal luogo dell’agguato – ben diciotto i colpi esplosi - a bordo di un’autovettura, facendo perdere le tracce. Almeno all’inizio. I due giovani hanno evitato l’arresto: per aver supportato Rudi nel pericoloso raid, che per fortuna non ha prodotto morti e feriti, sono stati denunciati a piede libero per favoreggiamento.

Gli spari sarebbero stati indirizzati, in particolare, verso due sorelle di Cutrofiano, una di 26 e l’altra di 28 anni, più verso altri tre giovani che si trovavano con loro. Erano tutti nei pressi dello stabile, intorno alle 6 del mattino. E all’origine, come si era già ipotizzato in prima battuta, la gelosia sorta dopo la fine della relazione fra il 20enne e una delle sorelle, la più giovane, attorno alla quale sarebbe sorto l’interesse di un altro ragazzo.

Oltre a varie videocamere della zona, che hanno immortalato alcuni momenti, sono state proprio le dichiarazioni rese dalle vittime a definire da subito i contorni della vicenda, con tanto di identikit dei soggetti da cercare. Diciotto i bossoli di proiettili calibro 7.65 trovati e diversi i fori di proiettili su una parete del condominio, tutti esplosi all’altezza di una scalinata nei pressi di una sorta di galleria. Nessuno è rimasto ferito e questo, bisognerà capire, se per la volontà dello stesso 20enne, intenzionato “solo” a intimidire le vittime o perché tutti lesti a fuggire prima di essere raggiunti dagli spari. Di sicuro, i colpi sono stati esplosi ad altezza d’uomo, sventagliate che hanno colpito muri e colonne del residence.

Rudi e gli altri due, stando sempre alle ricostruzioni dei carabinieri, sono subito fuggiti a bordo di un’autovettura, mentre sul posto è intervenuta anche la sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Lecce per i rilievi. Nel frattempo, è stata estesa una fitta rete di controlli, interessando tutte le compagnia della provincia, fin quando una pattuglia di quella di Campi Salentina ha rintracciato il terzetto fra Novoli e Villa Convento.

Avevano appena abbandonato l’auto, provando a dileguarsi a piedi, dopo aver tentato di bruciare pure gli indumenti indossati e disfacendosi anche dell’arma utilizzata. Questa, si presume una pistola mitragliatrice, non è ancora stata trovata. I sostituti procuratori che hanno coordinato le indagini, valutati gli elementi, hanno emesso un provvedimento di fermo nei confronti del 20enne, mentre per gli altri è scattata la denuncia. Rudi è difeso dall'avvocato Simone Viva.

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