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Cronaca

Processo “Game over”, atto secondo, ridotte tredici condanne

Emesso ieri il verdetto per la vicenda scaturita dall'inchiesta su un sodalizio di tipo mafioso attivo nella zona 167 B di Lecce, attivo nel traffico di droga e nelle estorsioni ai commercianti

LECCE - Alleggerite 13 condanne nel processo d’appello scaturito dall’operazione “Game Over” della squadra mobile di Lecce su un’associazione mafiosa particolarmente attiva nella zona “Le vele”, nella 167 B del capoluogo, denominata clan “Briganti”, dal cognome dell’ex boss Pasquale, detto Maurizio, che poi fu l’unico, insieme al cognato, Sergio Marti, a ottenere un verdetto di non colpevolezza “per non aver commesso il fatto” nel processo di primo grado discusso col rito abbreviato.

Quanto agli altri 15 imputati, le pene invece furono complessivamente di oltre 160anni di reclusione (qui, la sentenza emessa l’11 ottobre del 2023 dalla giudice Maria Francesca Mariano) e ieri sono state confermate solo due tra quelle che rientravano nel conteggio: 10 anni e 9 mesi per Fabio Briganti, 53enne; 6 anni e 8 mesi per Enzo Quaranta, 38enne, entrambi di Lecce.

Le restanti sono state riviste, in ragione dell’accordo trovato tra difesa e accusa, approvato ieri dalla Corte presieduta dal giudice Domenico Toni: 14 anni di reclusione per Carlo Zecca, 35enne;  7 anni, 9 mesi e 10 giorni per Aleandro Capone, 28enne; 10 anni e 4 mesi per Francesco Capone, 29enne; 4 anni, più 12mila euro di multa, per Nicolò Capone, 26enne; 7 anni e 4 mesi per Daniele De Vergori, 24enne; 3 anni e 4 mesi, 12mila euro di multa, per Maurizio Elia, 47enne; 10 anni e 6 mesi per Carlo Gaetani, 40enne; 3 anni e 7 mesi, più 12mila euro di multa, per Nicolò Greco, 25enne; 8 anni per Giuseppe Guido, 34enne; 6 anni, più 18mila euro di multa, per Domenico Persano, 64enne; 9 anni, 2 mesi e 20 giorni per Nicola Pinto, 37enne; 8 anni per Gianluca Stella, 34enne; 3 anni e 4 mesi, più 12mila euro di multa,  per Simone Zimari, 34enne (tutti di Lecce).

Stando alle indagini, avviate nell’estate del 2019, l’organizzazione avrebbe fatto affari nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti e nelle estorsioni a imprenditori e ambulanti che operavano nella zona dello stadio comunale di via Del Mare, a Lecce, in occasione di incontri di calcio e di eventi musicali e per gestire i parcheggi abusivi durante queste manifestazioni, adottando anche metodi violenti con "i responsabili di infamità".

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Gli imputati erano assistiti dagli avvocati: Giuseppe Presicce, Raffaele Benfatto, Stefano Stefanelli,  Stefano Pati, Paolo Cantelmo,  Angelo Vetrugno, Luigi Covella, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Giuseppe De Luca, Renata Minafra, Pantaleo Cannoletta, Lucia Longo, Giancarlo Dei Lazzaretti, Amilcare Tana, Francesco Vergine, Marco Caiaffa, Stefano Prontera, Benedetto Scippa.

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