Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Tricase

Garza nell'addome, ne risponde tutta l'equipe medica

Un aiuto primario di Tricase ha provato a discolparsi sostenendo che per un errore in sala operatoria dodici anni or sono non aveva responsabilità dirette. Ma la Cassazione ha ribatito la colpevolezza

cassazione

ROMA - L'intervento risale a ben dodici anni fa, quando una donna fu operata nel reparto di ostetricia dell'ospedale "Cardinale Panico" di Tricase. Ed avvenne uno di quei casi che non sono neanche troppo remoti, dato che di tanto in tanto balzano nelle cronache nazionali da ogni parte d'Italia: una garza venne dimenticata nell'addome. La paziente fu così costretta a subire un secondo intervento. L'imputazione, lesioni colpose, intanto è andata in prescrizione. Resta il risarcimento in sede civile, dato che rimane anche per la Cassazione la colpevolezza.

Al centro dell'episodio, un aiuto primario del nosocomio della città del basso Salento. Ed i supremi giudici hanno così confermato: per i casi particolarmente gravi di errore in sala operatoria, è responsabile l'intera equipe medica che ha operato, e non ogni singolo componente. Già, perché l'aiuto primario del reparto avrebbe voluto discolparsi, scaricando la responsabilità di quell'evento al solo chirurgo che fattivamente operò la paziente, cioè il primario, che a suo dire avrebbe accentrato su di sé tutte le fasi. Niente da fare, per la Cassazione. La sentenza numero 36580 motiva la decisione con il fatto che l'operazione, quando "riguarda quelle fasi dell'intervento chirurgico in cui ognuno esercita il controllo del buon andamento di esso", deve essere intesa come un'opera collettiva. Ovvero, "tutti i soggetti intervenuti all'atto operatorio devono partecipare ai controlli". Spiegando anche che esistono effettivamente casi differenti, quando ogni ruolo è contraddistinto in modo così netto che appare evidente l'errore attribuibile ad una specifica competenza medica.

Per chiarire meglio, viene fatto l'esempio della fase dell'anestesia. Come dire: "Il chirurgo - si spiega - non risponderà di un'inidonea somministrazione di anestetico". Ma se il quadro complessivo evidenzia un errore marchiano, come, appunto, la dimenticanza di un accessorio, allora per i giudici della IV sezione penale della Cassazione, che hanno emesso il verdetto, a pagarne le conseguenze deve essere tutta l'equipe. L'aiuto primario era già stato giudicato dalla Corte d'appello di Lecce nel maggio del 2004.

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