Cronaca

Ruspe e forze dell'ordine in piena notte: Tap conclude gli espianti

Intorno alle due di notte mezzi e uomini sono arrivati presso l'area di cantiere di Tap: isolati gli attivisti nel presidio, è stata portata a termine la sistemazione nei vasi degli undici ulivi rimanenti

Le forze dell'ordine all'ingresso del presidio.

SAN FOCA (Melendugno) – Alle 6.30 le operazioni per la messa a dimora nei vasi degli undici ulivi “rimanenti” erano già sostanzialmente concluse. Con un vasto dispiegamento di forze dell’ordine, grosso modo 200 uomini, Tap è riuscita a far entrare in piena notte gli otto mezzi necessari allo spostamento degli alberi che, tuttavia, come da accordo raggiunto in prefettura, resteranno all’interno dell’area di cantiere.

Le strade di accesso, occupate dalle barricate erette dagli attivisti, sono state liberate con due ruspe entrate in azione già intorno alle due della notte, con la collaborazione dei vigili del fuoco. Non ci sono stati scontri né quando le forze dell'ordine sono arrivate sul posto, nè quando le operazioni sono state avviate.

Che qualcosa sarebbe accaduto era chiaro sin dalla tarda serata e quando i blindati dei carabinieri sono stati notati in gran numero nel piazzale dello stadio di Lecce si è avuta la conferma che l'ordine era partito. Sui social l'appello a recarsi al presidio di San Basilio è stato immediato, ma presso l'area di cantiere non c'erano fasce tricolori né rappresentanze politiche di alcun tipo, contrariamente a quanto verificatosi nelle scorse settimane: anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ha scelto di rimanere in paese (leggi le sue dichiarazioni).

(Video - L'uscita dei mezzi dal cantiere tra le proteste)

Posti di blocco anche sulla strada provinciale che da Melendugno porta a San Foca, per scoraggiare l’arrivo di altri manifestanti e così gli attivisti presenti nel presidio sono rimasti non più di qualche decina. Delusione da parte degli esponenti del Comitato No Tap per l'epilogo, almeno momentaneo, della vicenda. Gli accordi proposti in prefettura, hanno detto, si sono rivelati strumentali al volere del consorzio internazionale. Denunciato anche l'espianto di un albero che si trova appena all'esterno dell'area recintata del cantiere.

Terminata la fase degli espianti con molto ritardo sulla tabella di marcia a causa delle manifestazioni e della mobilitazione (e avendo per ora rinunciato a trasportare 43 alberi nell'area di stoccaggio, dove si trovano tutti gli altri), la successiva prevede una strada per il transito dei mezzi pesanti necessari per realizzare il pozzo di spinta del tunnel, il cui progetto è però al momento in fase di valutazione di assoggettabilità a Via. Tap ha assunto già da tempo l'impegno a non interferire nei mesi di luglio e agosto con le attività legate alla stagione balneare che interessa tutto il litorale melendugnese, ma non è escluso che il consorzio possa, prima di luglio, provare a fare un altro avanzamento verso la chiusura della fase cosiddetta zero.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ruspe e forze dell'ordine in piena notte: Tap conclude gli espianti

LeccePrima è in caricamento