Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Gasdotto Tap, due tracciati alternativi portano a Otranto. Uno coincide con Igi-Poseidon

Nelle integrazioni che il consorzio ha depositato sono stati previste due ipotesi "salentine" oltre a quella di San Foca, che resta la preferita. In un caso il tracciato sarebbe lo stesso proposto da Edison e Depa, più avanti nell'iter autorizzativo

Il porto di Otranto.

LECCE – Due strade portano a Otranto. E, in qualche modo, al progetto di gasdotto Igi-Poseidon. Dal faldone di integrazioni che Tap ha depositato spunta un allegato che contiene due alternative al tracciato “ideale” che prevede l’approdo sul litorale di San Basilio, nella marina di San Foca. Entrambe ricadono nel sito di interesse comunitario "Alimini".

Il consorzio internazionale ha risposto così ad una delle richieste di approfondimento sollecitate dal ministero dell’Ambiente, ma anche dalla Regione Puglia che a gennaio ha emesso il suo parere negativo, obbligatorio ma non vincolante, accogliendo d’altra parte un ordine del giorno presentato alla Camera dei deputati il 5 dicembre scorso che impegnava il governo ad assicurare la più attenta valutazione di tutte le opzioni possibili. Le integrazioni saranno rese note nei prossimi giorni sul sito del ministero.

Resta da vedere, e lo si capirà solo strada facendo, quale effettiva volontà ci sia, al di là degli adempimenti formali, di conciliare due progetti che nascono come concorrenti e rispetto ai quali i “padroni del gas” dell’Azerbaijan hanno ufficialmente scelto quello di Tap. Igi-Poseidon, che risale alla seconda metà del decennio scorso, gode di un iter autorizzativo a livello più avanzato e c'è anche da considerare il livello di opposizione che si registra a Melendugno e dintorni. Solo ieri l'ultima manifestazione sul lungomare di San Foca mentre la piattaforma Skate III, a poche centinaia di metri, stava conducendo l'ultima fase delle indagini geotecniche.

I dettagli delle due opzioni del Corridoio E

Complessivamente sono 12 le alternative per così dire, definitive, dal momento che le integrazioni costituiscono l’ultimo tassello di completamento dello studio di impatto ambientale e sociale consegnato da Tap nel settembre scorso. Cinque sono ricadenti nell’area a nord di Brindisi (Corridoio B), tre fra Cerano e Lendinuso (Corridoio C), una in territorio di Melendugno (Corridoio D) e due nell’Otrantino (Corridoio E).

alminitap-2E proprio queste ultime rappresentano una novità progettuale che potrebbe, alla fine, essere determinante: una prevede lo “spiaggiamento” a due chilometri e mezzo a nord dal centro della città dei martiri (approssimativamente la zona del Mulino D’Acqua), con terminale di ricezione (Prt) più o meno a metà strada tra Palmariggi e Giuggianello; l’altra ipotizza la riemersione del tunnel proprio secondo il percorso già proposto per Igi_Poseidon, con sbocco nella zona giusto a sud del porto di Otranto, e Prt in agro tra Giuggianello e Minervino. Ma sarebbe proprio la localizzazione del terminale di ricezione a costituire l’elemento di distinzione rispetto al progetto firmato dall’italiana Edison e dalla greca Depa. Infatti, sottolinea Tap, la stazione di compressione non sorgerebbe in un contesto localizzato come area di notevole interesse pubblico.

Quanto a lunghezza complessiva le due alternative sostanzialmente si equivalgono: la prima sarebbe di 78 chilometri a terra, considerando il collegamento alla rete di distribuzione di Snam (a Mesagne) e 59 in mare. otrantotap-2La seconda di 81 più 59. Rispetto alle ipotesi degli altri corridoi, le tre salentine sono di gran lunga le più lunghe. Ma quella di San Foca presenta, secondo Tap, il minor coefficiente di criticità in assoluto (pari a 4) considerando come variabili le aree protette esistenti, la pericolosità dell’assetto idrogeologico, i vincoli del Piano paesaggistico territoriale regionale, l’impatto sul paesaggio nella fase di cantiere e in quella di esercizio, la presenza di un sito di interesse nazionale, la lunghezza della condotta onshore e vari aspetti tecnici.

Di questi ultimi particolare importanza ha il fatto che se la condotta tra la stazione di compressione in Albania e il Prt in Italia fosse superiore ai 150 chilometri, potrebbe portare alla necessità di preriscaldare il gas nel periodo invernale, con un notevole aumento delle attività delle caldaie e quindi delle emissioni in atmosfera. L’ipotesi E1 (Otranto Nord) presenta un indice pari a 8, mentre quella E2 (Otranto Sud) pari a 6. La seconda migliore scelta per Tap sarebbe il tracciato C3, con spiaggiamento a nord di Campo di Mare, ma interferirebbe per 8 chilometri e mezzo con il bosco di Tramazzone (sito di interesse comunitario) e per 3,6 chilometri con aree di Posidonia oceanica.

(Leggi il commento del sindaco di Otranto, Luciano Cariddi)

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