Sindaci a rapporto, Tap pronta a partire: timori per l'ordine pubblico

Convocati in prefettura i primi cittadini di Melendugno e Vernole, ma anche le forze dell'ordine e il procuratore aggiunto. Il primo passo è l'espianto degli ulivi nell'area del pozzo di spinta

Potì e De Carlo al termine dell'incontro

LECCE – E’ oramai questione di giorni: ricevuta dall’Osservatorio fitosanitario regionale l’autorizzazione all’espianto degli ulivi presenti nell’area di Masseria Capitano, dove è previsto il cantiere per il tunnel di spinta del gasdotto, Tap è pronta a passare all’azione.

Si tratta di 231 alberi in totale, di cui 4 risultati positivi alla xylella e 16 monumentali: quelli col batterio saranno abbattuti, gli altri per il momento non dovrebbero essere spostati. E' un passaggio preliminare indispensabile all’avvio vero e proprio dei lavori, perché, trascorso il 30 aprile le piante non potranno essere toccate fino all’autunno e il consorzio internazionale questo ulteriore ritardo non potrebbe più permetterselo.

Che i tempi siano oramai maturi per l’entrata in campo delle ruspe, almeno per lo spostamento degli ulivi, lo dimostra la convocazione  per i sindaci di Melendugno, Marco Potì, e Vernole, Luca De Carlo che alle 16.30 di oggi hanno avuto un faccia a faccia con prefetto, questore e dirigente della Digos.

Da una parte è stato avanzato dai primi cittadini nei confronti del rappresentante del governo l'invito a vigilare sulla legalità delle procedure e a convocare anche la Regione Puglia: Potì è infatti convinto che Tap stia forzando la mano intanto perchè l'autorizzazione in questione dovrebbe essere competenza degli uffici della Regione Puglia e in secondo luogo perchè è ancora in fase di verifica di assoggettabilità a Via la parte progettuale riferita proprio all'area del tunnel. Dall'altra però ai sindaci è stata rivolta una sollecitazione piuttosto chiara, quella di non surriscaldare il clima.

L’ipotesi infiltrazioni è infatti sul tavolo degli addetti ai lavori e del resto nelle relazione dell’intelligence italiana al Parlamento, a pagina 72, si legge – nel paragrafo dedicato all’antagonismo di area libertaria contro le grandi opere, a partire dall’alta velocità - che “in prospettiva potrebbero essere presi di mira anche obiettivi collegati al gasdotto Tap, contro cui si è intensificata l’attività denigratoria”.

Non è certo un caso se, mentre l’incontro era in pieno svolgimento, sono arrivati alla spicciolata il comandante dei carabinieri, Giampaolo Zanchi, della guardia di finanza, Bruno Salsano e infine il procuratore aggiunto Antonio De Donno. Esattamente un mese addietro due bottiglie incendiarie furono lanciate contro la sede operativa di Tap a Melendugno, provocando lievi danni. Un episodio dal quale il locale Comitato No Tap, da sempre in campo contro la realizzazione del gasdotto, ha preso subito le distanze rivendicando iniziative sempre nel rispetto della legalità.

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Insomma, la sensazione è che ci si stia preparando a una fase nuova. Tra l'altro mercoledì è atteso a Maglie il capo della polizia, Franco Gabrielli, per una incontro con gli studenti del liceo scientifico “Da Vinci” su legalità, sicurezza e rispetto ma, secondo quanto trapela da indiscrezioni non confermate, anche il ministro dell’Interno, Marco Minniti, potrebbe far capolino nel Salento.

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