Al decimo giorno di digiuno, Serravezza riprende lo sciopero della sete

La decisione dell'oncologo che protesta contro il progetto di gasdotto con approdo a San Foca è maturata nemmeno due giorni dopo la sospensione

Emiliano e Serravezza.

CASARANO – Giuseppe Serravezza ha ripreso alle 13 di oggi lo sciopero della sete che aveva interrotto momentaneamente la sera del 4 maggio dopo un incontro con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e con una delegazione di sindaci del Salento.

La decisione dell’oncologo salentino è stata motivata con il mancato riscontro da parte della Presidenza del Consiglio alla richiesta di una riunione avanzata - proprio in occasione della visita del governatore a Casarano - allo scopo di trovare un’alternativa sostenibile alla realizzazione del gasdotto a San Foca.

Quello di oggi, inoltre, è il decimo giorno consecutivo di digiuno totale, circostanza che, sottolinea una nota della Lega Italia per la lotta ai Tumori, potrebbe configurare conseguenze sanitarie fatali. In queste ore anche i rappresentanti del Comitato No Tap sono presso l’abitazione del medico per indurlo a più miti consigli.

La vicenda del gasdotto, intrecciata a quella umana del professor Serravezza, rimane dunque in primo piano nell’agenda della politica. La vice ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha dichiarato in una intervista di aver parlato con Serravezza già il Primo Maggio, di aver chiesto intanto, al ministero della Sanità e all’Istituto Superiore di Sanità un parere rispetto alle conseguenze di un’opera come il gasdotto sul piano della salute pubblica e di aver fiducia nel fatto che dal premier Gentiloni arriverà quanto prima una risposta.

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Sulla questione del potenziale danno sanitario, il professor Giorgio Assennato, che per dieci anni è stato direttore dell’Agenzia regionale per l’Ambiente, ha chiesto – nel contesto di una lettera aperta affettuosa e comprensiva delle ragioni di Serrevezza – di non confondere la popolazione associando il rischio di patologie tumorali alla realizzazione del gasdotto. Ma ad Assennato risponde indirettamente il Comitato No Tap diffondendo sui social un servizio televisivo (Telerama) del 2013 nel quale si raccontava delle forti perplessità manifestate proprio da Arpa Puglia rispetto alla carenza delle valutazioni da parte di Tap degli effetti sanitari dell'inquinamento riconducibili ad agenti inquinanti emessi sia nella fase di cantiere che di esercizio.

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