Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Gemelli Quarta, ritardo nei soccorsi. Scardia, 118: “A monte un possibile guasto tecnico”

Sergio, il 22 ottobre, ha avuto una crisi. Il padre avrebbe chiamato per dieci minuti il 118 senza avere risposta. Scardia replica alla segnalazione di D’Agata: “Probabile un problema di linea telefonica, il pronto soccorso è stato avvisato sulla linea diretta dai carabinieri”

LECCE - I gemelli Quarta di Merine, loro malgrado, sono tornati a far parlare di sé. Uno dei due giovani, Sergio, allettato al pari del fratello  sin dall’età di 10 anni perché affetto dalla temibile sindrome di Duchenne, il 22 ottobre ha accusato, infatti, una pericolosa crisi neurovegetativa. Ma i soccorsi sarebbero arrivati in ritardo, secondo quanto segnalato da Giovanni D’Agata, presidente dello “sportello dei diritti”.

In quella circostanza, ha denunciato D’Agata, “il padre ha tentato, più volte, di contattare telefonicamente il 118 ma gli operatori non hanno risposto per ben 10 minuti”. “Solo una provvidenziale chiamata dei carabinieri allertati al 112 – ha proseguito - ha consentito l’intervento in autoambulanza, peraltro, non munita di personale medico”.

“Anche nelle emergenze, dunque, i gemelli, per il tramite del padre e della nostra associazione, sono costretti a segnalare la perdurante inerzia delle istituzioni che sinora hanno fatto troppo poco, quantomeno per alleviare il calvario e le sofferenze dei due giovani e di un’intera famiglia che si sente abbandonata – conclude il presidente - . Ci auguriamo, quindi, che episodi come quello descritto non si verifichino più e che i nuovi vertici dell’Asl, sin dal loro insediamento, consentano quell’auspicato incontro per chiarire le necessità di due giovani così attaccati alla vita”.

Il dottore Maurizio Scardia, responsabile della centrale operativa del 118 leccese, ha offerto una spiegazione più chiara dell’increscioso accaduto. Negando categoricamente la possibilità che uno solo degli impiegati presso la centrale operativa potesse essersi allontanato. O addirittura che la telefonata d’emergenza sia stata rifiutata o addirittura ignorata. A monte, spiega semplicemente il medico, potrebbe esserci stato un problema tecnico, verificatosi a carico delle linee telefoniche attive sul numero d’emergenza. Non si tratterebbe neppure del primo caso, per quanto episodi del genere non si verifichino (per fortuna) così frequentemente.

“La postazione di Lecce impiega 4 operatori – ha precisato Scardia -: parliamo di una centrale operativa e non di un centralino telefonico e ritengo impossibile che qualcuno possa aver ignorato una chiamata d’emergenza. Molto probabilmente il problema ha riguardato il server che viene utilizzato per distribuire le telefonate ai vari operatori: chi chiamava, dunque, non sarà riuscito a prendere la linea. Ritengo che sia sorta, quindi, una complicazione tecnica ed escludo altre ipotesi. Problemi di questo tipo, come il sovraccarico delle linee, possono toccare tutti i numeri di emergenza”.

Ed ecco spiegato anche il preliminare intervento dei carabinieri: “Il pronto soccorso comunica con i carabinieri, da ben due anni, mediante una linea telefonica dedicata che garantisce un accesso diretto, in vista della prossima attivazione del numero unico per tutte le emergenze. Il 112, allertato dell’emergenza quel 22 ottobre, ha potuto sollecitare facilmente il pronto soccorso permettendogli di intervenire – ha concluso il dottore -. Tutto qui”.

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