Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Strisciano nella casa in fiamme e salvano donna trascinandola per il lenzuolo

Il fatto a Genova. Tra i primi a fare irruzione, un agente delle volanti, 30enne di Copertino. La 90enne invocava aiuto, a un certo punto ha smesso di parlare. Non c'è stato un attimo da perdere. Il fuoco ha sciolto i tubi del gas: hanno rischiato di rimanere investiti da un'esplosione

L'abitazione distrutta dalle fiamme.

GENOVA – “Aiuto, aiutatemi…”. Le grida da dietro la porta si affievolivano sempre di più, disperdendosi nel fumo nero, una cortina irrespirabile che li ha travolti con un’ondata di calore. Vampate sui volti illuminati di rossastro per il riverbero delle fiamme. “Aiuto…”. Sempre più flebile la voce della donna. Fino al silenzio. Un silenzio prolungato per tanti, troppi secondi. Non c’era più un istante da perdere.

Il suono delle sirene dei vigili del fuoco giù in strada sarebbe stato un conforto. Ma quel suono tardava ad arrivare. E allora i due poliziotti hanno deciso di entrare nell’appartamento, sfidando fuoco e pareti roventi, seguiti da altrettanti colleghi arrivati poco dopo a bordo di una seconda volante.

Uno di quegli agenti, fra i primi ad assumere una decisione coraggiosa, che forse ha segnato una linea di demarcazione netta fra la vita e la morte di una donna di 90 anni, è un copertinese doc di 30 anni. Lavora nella sezione volanti del commissariato di Cornigliano, quartiere di Genova. Ed è dunque all’ombra della Lanterna che nasce questa storia, in via Pierino Negrotto Cambiaso.

I poliziotti si sono tuffati in una di quelle scene che si vedono solo al cinema. Nessun ciak di un regista, però, a dare il la all’azione. Nessuna controfigura a rischiare la pellaccia al posto loro. Con stracci bagnati sul viso rimediati nell’abitazione di una vicina, per non inalare il fumo che li avrebbe storditi, hanno iniziato a strisciare (letteralmente) dentro casa, passando sotto una nebbia che puzzava di plastica arrostita, tastando sul pavimento, andando a tentoni, fino a raggiungere la stanza da letto. Da lì, fino a pochi attimi prima, erano arrivate le invocazioni disperate. Non sentirle più deve aver raggelato il sangue nelle vene dei soccorritori.

Le fiamme, nel loro inesorabile cammino, dopo aver divorato arredi, fatto esplodere vetri, ora stavano lambendo proprio quella stanza. Ma gli agenti non si sono dati per vinti. Hanno proseguito. Nella camera completamente invasa dal fumo, ecco la sagoma della donna. Immobile, nel letto. Ricoperta di fuliggine. Impossibile sollevarsi in piedi per afferrarla dalle braccia. I poliziotti hanno deciso di tirare a sé il lenzuolo e farla scivolare giù, ai piedi del letto. Facendo più attenzione possibile, pur con le lancette dell’orologio ostili. Ogni secondo perso, il rischio di un cedimento, o magari di vedersi l’uscita sbarrata da un muro di fuoco.

Solo quando s’è ritrovata per terra, l’anziana ha aperto gli occhi, debolmente. Era in stato di semicoscienza. “Dove sono?”, ha farfugliato. “Aiutatemi, soffoco”. I poliziotti hanno continuato a trascinare la donna con tutto il lenzuolo verso la porta per arrivare nel corridoio. E come nei più banali copioni di un film d’azione, ecco al loro passaggio il sinistro sibilo per una violenta fuoriuscita di gas in cucina, una fiamma alzarsi per oltre tre metri fino a baciare il soffitto, il rumore di calcinacci piombare per terra. Situazione ormai critica. Hanno continuato più veloce possibile, fino a uscire dall’appartamento.

Poi, sempre con panni imbevuti d’acqua, hanno ripulito il volto dell’anziana. Naso e bocca erano ostruiti dalla fuliggine. E proprio in quei momenti sono arrivati i vigili del fuoco. I quali hanno dovuto a loro volta sfidare le fiamme e spegnere il rogo che ormai aveva invaso oltre metà dell’abitazione.

Tutta la vicenda s’è consumata alle 5 del mattino di oggi. L’intera palazzina era immersa nel sonno. E’ stata una vicina di casa a chiamare la polizia, sentendo chiedere aiuto a gran voce dal terzo piano. Sul posto è così arrivata la volante, con il 30enne copertinese agente e il suo collega 40enne, assistente capo, che sono stati accolti dalla donna sul pianerottolo. Copiose volute di fumo già uscivano da una finestra. Sono stati loro ad assumere la decisione di fare irruzione, dopo che la vicina ha aperto l’uscio dell’anziana usando un altro mazzo di chiavi. Hanno valutato che non si potesse attendere ancora un istante, e sono stati seguiti dagli altri due poliziotti di una seconda volante in ausilio, giunta qualche momento dopo.

La donna è stata accompagnata dal 118 presso il pronto soccorso. E’ rimasta intossicata ed è ricoverata. E’ vero, la sua abitazione è andata distrutta, i danni sono notevoli, è in ospedale, ma tutto sommato l’è andata bene, considerando che i suoi angeli salvatori hanno davvero rischiato anche la loro vita per la sua. L'assistente capo ha riportato a sua volta una prognosi di cinque giorni.

I pompieri, dopo il salvataggio, hanno spiegato ai poliziotti che le fiamme, la cui origine precisa è da accertare, avevano sciolto i tubi del gas, facendolo fuoriuscire direttamente dall’ugello della valvola principale. Il rischio di rimanere seppelliti per sempre in quel palazzo per una deflagrazione che sarebbe potuta avvenire da un momento all’altro, qualcosa di più di una malaugurata ipotesi.            

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