Elementi radioattivi nel terreno, in campo un geologo per sciogliere i dubbi

Il pubblico ministero Antonio Negro, nell'ambito di un'inchiesta su traffico di rifiuti, ha nominato un docente universitario per gli accertamenti nelle campagne di Andrano. I dati fino ad oggi raccolti, anche da Arpa, sono risultati contraddittori

LECCE – Sarà un geologo, nominato dal pubblico ministero Antonio Negro, a fugare ogni dubbio sull’eventuale presenza di elementi nocivi e pericolosi nelle campagne del comune di Andrano. Il consulente, un docente universitario, dovrà eseguire alcuni rilievi nell’aria per stabilire l’effettività presenza di radioattività nella zona interessata. Poi dovrà esaminare i carotaggi e i rilievi già eseguiti dall’Arpa e da altri esperti, analizzando la qualità e la composizione del terreno anche e soprattutto in base alla sua morfologia. In caso di necessità la magistratura potrebbe autorizzare nuovi prelievi e campionamenti.

Si tratta di indagini conoscitive disposte nell’ambito di una più vasta inchiesta giudiziaria relativa a un fascicolo per traffico di rifiuti, attualmente a carico di ignoti. Un controllo del territorio finalizzato all’individuazione di possibili discariche pericolose. Proprio nel corso di questi accertamenti, avvenuti attraverso il telerivelamento aereo di alcune aree della penisola salentina, si sono registrate alcune anomalie e dati sospetti. I rilievi a terra, eseguiti anche dall’Arpa, hanno fornito dati contradditori su cui gli inquirenti vogliono sciogliere ogni dubbio. Secondo un protocollo, infatti, le anomalie registrate dai sensori devono essere di volta in volta analizzate e potranno essere approfondite attraverso scavi e carotaggi della zona.

Sono stati i carabinieri del Noe, guidati dal maggiore Nicola Candido, a depositare in Procura un informativa relativa all’area presente nel Capo di Leuca. In particolare, i primi rilevamenti avrebbero segnalato livelli sospetti di uranio e celio. Saranno ora le analisi a terra a stabilire con esattezza la portata dei valori e la loro provenienza. Le anomalie, infatti, potrebbero avere un’origine naturale. Bisognerà comunque controllare l’area interessata e scongiurare l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi interrati nelle discariche nel sottosuolo.

Nessun allarme comunque, ma solo controlli approfonditi per scongiurare ogni dubbio e ogni ipotesi di inquinamento. La Procura della Repubblica di Lecce, in un comunicato ufficiale, ha già escluso ogni allarme riguardo ai livelli di radioattività nel comune di Andrano, “in quanto i rilievi hanno consentito di accertare che il livello di radioattività è inferiore al limite di 1 microsievert/h che costituisce il livello minimo di pericolo per la salute”.

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“Inoltre – si legge nella nota, a firma del procuratore Cataldo Motta – non è stata riscontrata alcuna presenza di radionuclidi gamma emettitori di origine artificiale, riconducibili a sorgenti radioattive utilizzate nell’industria o nel settore ospedaliero: il che rende verosimile che il fenomeno sia naturale e derivi dalle caratteristiche intrinseche del terreno”. Un’ipotesi avvalorata anche dalla valutazione del Ministero dell’Ambiente, che fa riferimento alla conformazione carsica dei campi presi in esame. I controlli che “devono costituire per i cittadini elemento di fiducia e di tranquillità piuttosto che fonte di allarmismo”.

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