Cronaca Monteroni di Lecce

Gestione canile municipale, ancora una gara deserta

Scadeva alle 11 di oggi il termine per partecipare alla gara di aggiudicazione riguardante la conduzione della struttura di Monteroni. Ma il bando sarebbe stato ancora una volta poco conveniente

Una veduta del Canile municipale di Monteroni

Nell'arco di un anno, due gare d'appalto per la gestione del Canile municipale di Monteroni sono andate deserte: la prima, nella primavera del 2006, la seconda oggi. Alle 11 infatti è scaduto il termine di consegna delle buste, presso gli uffici di via Pino, da parte di coloro che avrebbero dovuto partecipare alla gara (partenza al ribasso, da quota 182mila e 500 euro) per aggiudicarsi due anni e messo di gestione della struttura. Così, dopo otto anni di attività targata Enpa - al cui Ente nazionale per la protezione degli animali le amministrazioni comunali di Monteroni che si sono succedute hanno sempre affidato il canile con semplici convenzioni -, il Comune decide di procedere alla nuova gestione attraverso un'asta.

Ora, perché le gare d'appalto continuano ad andare deserte? Perché con 180mila comprensivi di Iva euro, il Comune avrebbe chiesto al vincitore di ospitare, per 30 mesi, a 200 cani (quanti ce ne sono attualmente presso il ricovero), di provvedere al loro pasto, alle cure veterinarie, allo smaltimento delle carcasse, alla manutenzione del canile, quindi alla potature degli alberi e alla cura del verde circostante, di pagare l'acqua, lo smaltimento dei liquami e la bolletta della luce. E se poi l'associazione animalista oppure una associazione culturale o di protezione civile (spiegheremo più avanti che per il Comune una potrebbe valere l'altra) dovesse assumere almeno un paio di operai, oltre ai volontari che metterebbe a disposizione la stessa associazione, beh, a quelli il contratto di lavoro lo farebbe chi? Ovviamente chi vince la gara di appalto. Tutto qui? Macchè: il Comune avrebbe preteso inoltre da chi si è aggiudicato la gara, una polizza assicurativa (premio 500mila euro) contro terzi. In altre parole, se un cane dovesse scappare dalla struttura e dovesse mordere qualcuno o creare danni in genere, a qual punto l'amministrazione comunale di turno si schiererebbe immediatamente tra coloro i quali andrebbero risarciti.

In tutti questi anni l'Enpa di Monteroni ha tirato la carretta con 54.537 euro al mese (circa 54mila all'anno), somma che ha consentito ai volontari di destinare ad ogni animale circa 63 centesimi al giorno. "Se qualcuno avesse vinto quella gara al ribasso - spiega Marisa De Pascalis dell'Enpa - avrebbe potuto gestire la struttura ne più ne meno di come è andata avanti fino ad ora: voglio dire che con meno di 180mila euro per due anni e mezzo di gestione, uno può destinare al singolo cane forse 80 centesimi al giorno, non di più. E invece la cifra dentro la quale si garantisce al canile un decoroso sostentamento si aggira intorno ad un ero e trenta centesimi per cane, ma sempre a starci stretti. Cosa pensiamo di questa gara? Appare davvero difficile che qualcuno possa impegnarsi nella gestione del canile con questi presupposti - aggiunge De Pascalis - ma quel che è evidente è la linea del Comune di Monteroni, che sembra voler dire 'io do in gestione il canile ma per due anni e mezzo me ne lavo le mani'.

Quel bando di gara ha lasciato comunque non poche perplessità: pare che sia stato rivolto alle associazioni ambientaliste con almeno tre anni di esperienza sul campo, e va bene, ma poi anche alle associazioni in genere, ma doverosamente iscritte nell'albo comunale. Già, se le cose dovessero stare per davvero così, anche un'associazione iscritta regolarmente nell'albo comunale di Monteroni ma che con la protezione degli animali ci azzecca davvero poco, tipo "Associazione Il Liutaio", potrebbe trovarsi a gestire 200 cani che in una struttura, già compromessa, dove non vi giungono certo animali dall'ultima sfilata "Premio al miglior pedigree".

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