La società di gestione del parco si tira fuori: "Mai contatti con i clan dell'inchiesta"

Parco di Belloluogo Scrl ha diffuso un comunicato nel quale si rivendica la totale estraneità rispetto alle dinamiche descritte nell'ordinanza su cui poggia l'operazione "Final Blow"

Il parco visto dalla torre di Belloluogo.

LECCE -  La società Parco di Belloluogo Scrl, amministrata da Sabrina Pepe che da ieri è anche la nuova responsabile della struttura (dovendo garantire la propria reperibilità all'amministrazione comunale), si dichiara totalmente estranea alle dinamiche emerse dall'ordinanza sulla quale si fonda l'operazione "Final Blow" della polizia: nessun intreccio, dunque, con gli appetiti malavitosi intorno alle attività lecite ed illecite condotte all'interno della grande area a verde leccese.

La società, inoltre, ritiene che la propria immagine sia stata lesa dalla narrazione degli organi di informazione e precisa di non essere mai stata chiamata in causa. "Il primo aspetto da sottolineare - recita un comunciato - è che la società non è oggetto di qualsivoglia indagine o provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria, in quanto è  totalmente estranea ai fatti emersi nell’inchiesta. È facilmente appurabile, infatti, come la società non abbia mai avuto contatti, né sia stata mai contattata da nessuno dei protagonisti dei clan malavitosi coinvolti nell’inchiesta". 

Il sodalizio che gestisce il parco rivendica anzi il merito di aver sempre collaborato attivamente perché la possibilità che si commettessero dei reati venisse scongiurata: "A dimostrazione dell’esigenza di legalità e ordine pubblico che la nostra gestione ha sempre perseguito, si rimarca come la società, fin dall’inizio, sia sempre stata a stretto contatto con tutte le forze dell’ordine, per segnalare casi di spaccio riscontrati all’interno del parco e per chiederne la relativa attività di repressione. Tra queste, per esempio, cito la missiva del 30 maggio 2018, con cui la società  chiese al questore di Lecce di intervenire per stanare gruppi dediti ad attività di spaccio notturne. Una lettera dal contenuto simile è stata inviata il successivo 3 giugno al dirigente comunale ai Lavori Pubblici per sollecitare l’intervento della polizia municipale. In tempi non sospetti, insomma, siamo stati i primi a voler reprimere attività illecite all’interno della struttura, che riteniamo quanto di più lontano dal nostro modo di essere e di agire. Il parco è un luogo destinato alle famiglie e alle persone che vogliono trascorrere in relax e all’insegna dello sport il proprio tempo libero, non a gente che vuole lucrare con attività illegali. Si precisa, infine, che la società non è stata mai sentita, né chiamata, né interpellata in alcun modo da nessuna delle forze dell’Ordine attualmente impegnate nelle attività di indagine".

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