Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Otranto

Gestori e commercianti: "Non è un paese per i giovani"

Un'ordinanza sindacale ad Otranto fa arrabbiare gli operatori commerciali e gestori dei locali: limitazioni all'intrattenimento musicale e orari da dormitorio. Si protesta e si raccolgono firme

Alcuni gestori

OTRANTO - Otranto non è un paese per giovani: devono averlo pensato subito gli operatori commerciali e i gestori dei locali della perla del Salento alla notizia dell'ordinanza sindacale dell'8 luglio scorso, che mette la museruola all'intrattenimento e agli spettacoli. Nella città dei turismi, l'eterno conflitto tra chi interpreta le proprie vacanze come assoluto riposo e chi, invece, sente l'esigenza di divertirsi e concedersi qualche strappo alla routine quotidiana, sembra insanabile, ma ad essere premiati ancora una volta sono i primi.

Chi vuol riposare pare aver preminenza nella logica amministrativa,rispetto a chi vorrebbe una città più attiva, fatta anche di spettacoli, musica, divertimento, con speciale attenzione ai giovani, sempre poco valorizzati alla resa dei conti finali. Non ci si sorprenda poi che Otranto assuma sempre più l'aspetto di città dormitorio, non solo d'inverno, ma anche d'estate. È quello che, in fondo, pensano gli operatori commerciali, sorpresi da quella che ritengono una mazzata inattesa ed inopportuna. Ma soprattutto intempestiva, perché arriva nel pieno di una stagione, dove tutti i locali hanno già programmato i propri eventi.

Non solo. La stessa programmazione viene rimessa sostanzialmente in discussione dall'impostazione dell'ordinanza, che per gli operatori e i gestori dei locali risulta anche "lesiva degli interessi comunitari", in quanto viene colpito tutto un indotto, creato dalla realizzazione degli eventi stessi. Inoltre, la decisione riduce la proposta turistica, in quanto Otranto si presenta come una città che, al suo interno, permette solo attività di ristorazione e somministrazione. In poche parole, col rischio che a mezzanotte tutti siano costretti ad andare a casa.

"Il sindaco - spiegano i gestori riuniti in un incontro organizzato - ha dato un'indicazione politica al paese: non vuole che ci sia musica in paese, affermando di non volere l'intrattenimento danzante e altre forme di spettacolo". Voci di popolo (ma ci sarebbero anche gli esposti) vorrebbero alla base del provvedimento, le lamentele di qualche singolo turista: del resto, l'ordinanza recita di voler tutelare la quiete, il riposo e la salute delle persone. Per questo, intrattenimento musicale per i locali chiusi fino alle due, mentre per i locali all'aperto (praticamente la maggior parte) all'una, nell'orario in cui in genere s'intravedono i giovani. Inoltre un massimo di due serate di intrattenimento a settimana, ma con il divieto dei locali di suonare lo stesso giorno.


Diversi operatori si sono dati appuntamento (ma le adesioni alla protesta sono destinate a salire) per lanciare una raccolta firme per chiedere al sindaco l'immediata abolizione dell'ordinanza, per favorire il rispetto dei programmi estivi, già avviati singolarmente. I gestori dei locali, ma anche i commercianti, pertanto, hanno invitato il primo cittadino ad un incontro domani pomeriggio, dove chiederanno l'abrogazione del provvedimento e spiegheranno come esso limiti la loro attività, già segnata da una stagione finora tutt'altro che esaltante. Se le proposte non verranno accettate, non si escludono iniziative eclatanti.

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