Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Gioco erotico si trasforma in tragedia: muore salentina

Una 24enne di Guagnano, studentessa a La Sapienza di Roma, è spirata. Una sua amica capitolina, 23enne, è grave. L'allarme dato da un 42enne, poi arrestato: si tratta di un ingegnere, Soter Mulè

Foto dal web.-14

ROMA - Soter Mulè, ingegnere informatico 42enne di Roma, noto anche per le sue produzioni fotografiche, è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale (imputazione modificata nello stesso pomeriggio in omicidio preteritenzionale). E' la svolta nell'indagine avviata alle prime luci dell'alba, a seguito della morte di una ragazza salentina e del grave ferimento di una sua amica romana. A perdere la vita, la 24enne di Villa Baldassarri, frazione di Guagnano, Paola Caputo, studentessa presso l'università La Sapienza di Roma. La morte, dovuta alle lesioni al collo ed al soffocamento, a causa di una corda usata per un gioco erotico finito in tragedia. L'altra giovane, un'impiegata romana, di 23 anni, è ricoverata nell'ospedale Sant'Andrea in gravi condizioni.

Il caso è al vaglio degli agenti di polizia del commissariato di Fidene, frazione della capitale, e della squadra mobile romana, che stanno svolgendo fin dalle prime luci dell'alba alcuni approfondimenti sulla versione fornita proprio dall'uomo che ha chiamato i soccorsi, giudicato dagli inquirenti un appassionato di tecniche sadomaso, come dimostrerebbe il fatto che dal bagagliaio dell'auto, una Hunday, sono spuntati fuori diversi oggetti per uso sessuale.

La pratica usata (forse un atto dimostrativo, però andato storto), è lo shibari, che, come riportano diverse fonti, è un'antica forma di legatura artistica giapponese, oggi impiegata anche e soprattutto come pratica sessuale. La tragedia s'è verificata in piena notte in un garage dell'Agenzia delle entrate di via Settebagni. L'accesso sarebbe stato possibile, perché la giovane romana lavora proprio presso l'Agenzia.

Secondo le ricostruzioni svolte fino a questo momento, le due ragazze erano legate fra loro, ai due lati opposti, con una corda comune, che passava intorno ai corpi, compreso il collo, fissata su una trave all'altezza del soffitto. In questa pratica, le due persone legate si alternano in saltelli, aiutandosi con le punte delle dita dei piedi. Quando si sale verso l'alto, si provoca un lieve soffocamento. Una parziale asfissia che comporterebbe anche una forma di piacere. Ma è una tecnica particolarmente pericolosa, se è vero che ad un certo punto, una delle due ragazze sarebbe svenuta, provocando la mancata discesa dell'altra giovane, rimasta strangolata.


Sarebbe stato proprio il professionista romano a legarle e, poi, a chiamare i soccorsi, quando la situazione ha preso una piega drammatica. La telefonata è giunta alle 4,45 del mattino. Prima di arrivare nel sotterraneo degli uffici, i tre avrebbero trascorso la serata in alcuni locali, dove - sempre secondo le ricostruzioni svolte finora dalla squadra mobile - avrebbero bevuto e fumato marijuana. All'arrivo delle ambulanze, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane salentina. La ragazza romana è invece stata condotta in codice rosso in ospedale. E mentre i genitori della ragazza, avvisati dai carabinieri, sono volati a Roma, il 42enne è stato dichiarato in arresto.

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