Cronaca

Giordano: "La commissione si è riunita già 90 volte"

L'assessore al Personale del Comune di Lecce replica alle dichiarazioni degli esponenti del Partito democratico sul concorso per sei amministrativi: "Io preferisco i dati certi alla propaganda"

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LECCE - Anche l'assessore al Personale, Michele Giordano, ha inviato una lunga replica alle dichiarazioni del gruppo consiliare del Partito democratico. "Dopo 14 anni di presenza nelle pubbliche amministrazioni ormai non mi stupisco più di nulla ed in particolare non mi stupisco della conferenza stampa messa in campo dal Pd relativa al concorso bandito per la copertura di 6 posti di istruttore amministrativo contabile".

"Capisco che le elezioni si avvicinano e che quindi è necessario, da parte del Pd, avviare una poderosa macchina del consenso patrocinando tutto ciò che, a torto o a ragione, è patrocinabile per dare l'impressione di essere a difesa di tutti ma, quando si fanno affermazioni importanti, come definire indecente il comportamento degli amministratori di Lecce, è necessario avere e soprattutto dare una visione onesta e completa delle cose".

"Io preferisco analizzare dati certi. Gli scritti del concorso si sono tenuti il 4 e 5 novembre del 2010. Hanno consegnato poco più di 600 candidati. Già pochi giorni dopo gli scritti la commissione ha provveduto ad avviare la valutazione dei titoli che ha avuto termine entro il mese di marzo 2011. Subito dopo ha avuto inizio la correzione degli elaborati. Fino ai primi giorni del mese di luglio sono state tenute circa 90 sedute di commissione (in pratica se si dovessero considerare almeno due sedute di commissione la settimana, risulterebbe che la commissione ha lavorato ininterrottamente per 45 settimane, cioè circa un anno)".

"Le sedute della commissione si devono svolgere obbligatoriamente al di fuori dell'orario di lavoro (due componenti della stessa commissione sono esterni al Comune e sono autorizzati all'incarico solo se le attività autorizzate non sono incompatibili con il loro impiego e se si svolgono al di fuori della normale prestazione lavorativa)".

"Per legge, bisogna garantire un'adeguata e attenta lettura e valutazione degli elaborati per evitare di escludere candidati che, al contrario, meriterebbero di essere ammessi all'orale, limitando di fatto la reale competitività della prova concorsuale (solo per inciso la giurisprudenza ha dovuto in moltissime occasioni esaminare ricorsi di candidati che avevano dimostrato che il tempo destinato a ciascun elaborato era del tutto insufficiente anche alla semplice lettura dello stesso); inoltre, si può solo immaginare a quali proteste andrebbero incontro la commissione e l'amministrazione se i tempi di correzione per elaborato fossero eccessivamente ridotti".

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