Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Fermare la violenza sulle donne. Iniziative nella giornata internazionale

Dall'inizio dell'anno, in Italia sono state uccise 113 donne. Per arginare questo drammatico fenomeno è necessaria anche un'opera di prevenzione e di sensibilizzazione della cittadinanza. L'intervento di Simona Manca

@TM News/Infophoto

 

LECCE – Il 25 novembre non è solo il giorno delle primarie, ma anche e forse soprattutto la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, fenomeno che, non bisogna mai stancarsi di rimarcarlo, non è sconosciuto all’Italia. Anzi, dall’inizio dell’anno sono 113 le donne uccise su suolo italico. Nella maggior parte dei casi è il partner o uno stretto familiare ad ammazzare.

Non si conosce e non si conoscerà mai con esattezza, invece, il numero delle donne che vengono picchiate – la denuncia è tutt’altro che facile – e di quelle che vengono perseguitate, oggetto di morbose e insane attenzioni. Per tutte loro la vita si trasforma in un incubo, per emergere dal quale è necessario oltre che una grande forza di volontà, anche una rete di protezione sociale adeguata.

Il primo passo è sensibilizzare senza sosta l’opinione pubblica. Su questo fronte domani, domenica 25, sono in programma diverse iniziative. Il Rotaract Club Lecce, in collaborazione con l’associazione “Donne Insieme”, organizza un convegno dal titolo “Donne invisibili: usciamo dal silenzio”. L’evento si terrà alle ore 18.30 presso l’Hotel President di Lecce. I relatori saranno il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, Sara Invitto, ricercatrice in Psicologia Generale presso l’Università del Salento e Maria Luisa Toto, Direttrice del Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce e Presidente dell’Associazione “Donne Insieme”.

A Trepuzzi l’associazione di donne I.D.eA., in collaborazione con “Vogliamo anche le rose” e con il sostegno del Comune  organizza una mostra itinerante di sagome di donne senza volto, per ricordare le vittime di femminicidio in Italia. Le sagome saranno ospitate negli edifici del Comune, nelle scuole, presso l’ufficio postale, il consultorio familiare, alcuni studi medici, farmacie e attività commerciali di Trepuzzi.

A partire dalle 10.30, in Corso Umberto I, al civico 105, di fronte al Palazzo Comunale, un banchetto informativo a cura delle associazioni promotrici e con la partecipazione della consigliera comunale delegata alle politiche di genere, dove sarà possibile conoscere e aderire alla convenzione “No More”, la convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio, promossa, tra gli altri, da Unione Donne in Italia, Casa Internazionale delle Donne, Donne in Rete contro la violenza, Telefono Rosa, GiULiA, Piattaforma Cedaw.

L'intervento di Simona Manca: "Alcune leggi esistenti sono efficaci in astratto, inutili in concreto".

Di seguito la nota diffusa dalla vice presidente della Provincia di Lecce, Simona Manca: “Sarebbe bello  che, prima o poi, questa giornata non servisse più e che la violenza sulle donne fosse definitivamente sconfitta da una maturità culturale e sociale diffusa in tutti i Paesi del mondo. La realtà, purtroppo, è che i significati del 25 novembre sono ancora vivissimi e tremendamente attuali. Si parla tanto di femminicidio, che certamente è l’espressione più cruda della violenza che colpisce le donne".
 
"Ma le cronache spesso non riescono a rappresentare per bene quella che è una fenomenologia diffusa di ogni tipo di crudeltà perpetrata ai danni  delle donne. Dalla violenza sessuale al razzismo, dallo stalking all’emarginazione, sfoghi quasi ancestrali di cui nemmeno l’uomo del secondo millennio riesce a liberarsi. Spesso all’origine c’è il disagio sociale ed economico oppure certi pregiudizi, ancora più spesso l’ignoranza, che porta a mortificare o a usare violenza fisica e morale su tutti i soggetti deboli. Come è accaduto per quel quindicenne a Roma, indotto al suicidio dalla violenza omofoba". 
 
"Questa giornata, però, serve anche a capire come lottare. A spiegare alle donne che serve denunciare e a pretendere da chi fa le leggi che ne servono di buone e di migliori. Quelle che esistono talvolta sono efficaci in astratto e inutili in concreto. Serve soprattutto sostegno sociale ed economico, perché il contrasto alle forme di violenza non si può fare a parole. Ma prima di tutto - conclude Simona Manca - servono educazione e protezione”. 
 
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