Cronaca Centro / Via Giosuè Carducci

L'ex convitto Palmieri riapre i battenti: la città si riprende un pezzo di storia

Grazie alle "Giornate di primavera" del Fondo Ambiente Italiano, è possibile visitare alcuni dei locali del complesso chiuso da anni per interventi di restauro

L'ingresso nell'ex convitto Palmieri.

LECCE - Per il momento è solo un'anteprima e per questo vale la pena non perdere l'occasione: oggi e domani, l'ex convitto Palmieri, in piazzetta Carducci, riapre le sue porte I lavori di recupero e riqualificazione sono agli sgoccioli e il Fondo Ambientale Italiano ha ottenuto dalla Provincia di Lecce di poter inserire l'edificio tra i siti visitabili in occasione della 24esima edizione delle Giornate di primavera.

Tra Palazzo dei Celestini e il Fai, d'altra parte, esiste una collaborazione consolidata, suggellata nell'affidamento temporaneo dell'abbazia di Santa Maria a Cerrate, già aperta tutto l'anno e oggetto di progressivi interventi di restauro grazie ai finanziamenti comunitari, ma anche alle donazioni degli associati e di sponsor.

Così, nonostante manchino ancora delle rifiniture da effettuare, un altro tassello del vasto complesso frutto di interventi architettonici tra il XVI e il XIX secolo (circa 10mila metri quadrati di superficie), è stato restituito alla città di Lecce, esattamente  come avvenne anni addietro con l'attigua chiesa di San Francesco della Scarpa: in realtà la riapertura è solo parziale e interessa due chiostri, ma è sufficiente a intuire la portata dell'operazione di valorizzazione che dovrebbe dar vita un poliedrico e moderno contenitore culturale. A far da ciceroni sono gli studenti, che in un certo senso hanno ricevuto il testimone dalle generazioni di leccesi che tra quelle mura si sono formati.

L'ex convitto Palmieri.

Sede di un convento dei Francescani fino al 1810 (il primo insediamento è del XII secolo), con la soppressione degli ordini religiosi voluta dalla legislazione napoleonica il complesso fu destinato ad altre funzioni (deposito prima, ospedale poi) e, a partire dal 1816, divenne un centro di istruzione intitolato a San Giuseppe, dal 1832 affidato ai Gesuiti. Nel 1860, con l'espulsione dell'ordine dalla città e il collegio, che intanto aveva acquisito prestigio e fama, divenne un liceo nazionale intitolato a "Giuseppe Palmieri" (che dalla metà degli anni Cinquanta è stato trasferito nell'attuale sede). Nel 1864 furono realizzati la "Scuola tecnica Luigi Scarambone" e la biblioteca provinciale intitolata a Nicola Bernardini, una delle più grandi del Mezzogiorno. 

Gli altri siti.

In provincia di Lecce è possibile visitare, oltre all'abbazia di Santa Maria a Cerrate, anche la chiesa della Madonna dell'Alto, nei pressi di Campi Salentina e la chiesa settecentesca di Santa Maria Assunta, a Botrugno. Il primo sito sorge in una zona di confine con l'agro di Cellino San Marco e di Squinzano e rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura romanica, matrice comune con la vicina abbazia di Cerrate. Il secondo edificio fu ricostruito in stile barocco su un insediamento greco-bizantino dedicato a San Nicola di Mira. Di recente sono stati riportati alla luce degli affreschi risalenti al XIV secolo.

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