Arrestato per le violenze di Cremona, il 23enne leccese nega premeditazione

I fatti contestati risalgono al 24 gennaio scorso: Matteo Pascariello è considerato responsabile di devastazioni e porto di oggetti atti a offendere. Il gip lo ha ascoltato presso il Tribunale di Bologna dove è stato arrestato e recluso in carcere

Foto da BolognaToday

BOLOGNA – Interrogatorio di garanzia per il giovane leccese Matteo Pascariello, dichiarato in stato di arresto giovedì mattina, a Bologna, città dove risiede, dal personale del locale ufficio Digos.

Gli sono stati contestati i reati di devastazione e porto di oggetti atti ad offendere in relazione ai disordini registrati il 24 gennaio scorso a Cremona quando centinaia di appartenenti ai movimenti antagonisti e antifascisti sfilarono per protestare dopo la brutale aggressione, avvenuta pochi giorni prima, di un militante del centro sociale Dordoni da parte di esponenti dell’estrema destra.

Difeso dall’avvocato Francesco Calabro, Pascariello, che a sua volta è stato vittima di un pestaggio a Lecce nel gennaio del 2012, ha confermato al giudice per le indagini preliminari che lo ha ascoltato presso il tribunale di Bologna, la sua presenza a Cremona, ma ha dichiarato che da parte sua non vi è stata alcuna premeditazione dei danneggiamenti a tre istituti bancari dei quali è considerato responsabile, oltre a violenze contro il comando di polizia locale. Ha detto di essere arrivato nella città lombarda regolarmente in treno, e non dalle campagne, e ha negato di esservi giunto in gruppo e di essersi poi travisato.

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Il 23enne leccese risulta anche come uno degli indagati per gli scontri avvenuti nel centro di Lecce nella notte tra il 4 e il 5 settembre del 2014, a margine di una manifestazione nazionale organizzata nella vicina Surbo da Casapound.

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