Cronaca

Giovane mamma seviziata e uccisa vent'anni addietro, ci saranno nuove indagini sul dna

I giudici hanno concesso alla difesa di Giovanni Camassa accusato di aver assassinato la 31enne Angela Petrachi, la possibilità di accedere ai reperti affinché vengano esaminati con strumenti di nuova generazione

MELENDUGNO - Non hanno mai perso la speranza i familiari di Giovanni Camassa, l'agricoltore 53enne di Melendugno condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Angela Petrachi, seviziata e uccisa all’età di 31 anni il 26 ottobre del 2002.

Ora ad alimentare la possibilità di un nuovo processo c’è la decisione presa oggi dalla Corte d’assise d’appello di Lecce che ha accolto la richiesta, avanzata attraverso l’avvocato Ladislao Massari, di accedere ai reperti per affinché possano essere sottoposti a nuove indagini genetiche sfruttando l’impiego di tecnologie all’avanguardia. A svolgere gli accertamenti, che come detto potrebbero essere utili a ottenere una revisione del processo - in precedenza negata dalla Corte d’Appello di Potenza e dalla Corte di Cassazione sulla scorta degli elementi finora acquisiti - sarà il consulente della difesa, il biologo forense Eugenio D’Orio.

In particolare, sotto la lente dell’esperto finiranno le due tracce di dna individuate sugli indumenti della vittima per stabilire la loro natura, se si tratti di sangue, sudore, liquido seminale, allo stato sconosciuta, e rispetto alle quali è stato possibile riscontrare solo il profilo: uno risultato compatibile all’ex marito della donna, l’altro rimasto ignoto.

Camassa si proclama innocente dal maggio del 2003, quando fu arrestato con le accuse di omicidio aggravato, violenza sessuale e vilipendio di cadavere.

In primo grado fu assolto “per non aver commesso il fatto”, ma il verdetto fu completamente ribaltato in appello con una condanna al carcere a vita, confermata dalla Corte di Cassazione nel febbraio del 2014.

Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe avuto contatti telefonici con la vittima legati all’acquisto di un cane e durante l’incontro l’avrebbe violentata e strangolata con gli slip. Il corpo della giovane mamma fu ritrovato da un cercatore di funghi la mattina dell'8 novembre 2002 in un bosco di Borgagne (frazione di Melendugno).

L’alibi fornito dall’attuale moglie, all’epoca dei fatti fidanzata, ebbe un peso decisivo, insieme all’assenza del movente, nel verdetto assolutorio. Ma, la trascrizione integrale delle intercettazioni e la perizia sui telefonini della coppia (che nelle ore in cui sarebbe stato commesso l'efferato delitto avrebbero agganciato celle differenti, a dimostrazione del fatto che non erano insieme come avevano sempre sostenuto) avrebbe spostato completamente l’ago della bilancia.

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