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Cronaca

Giovane psicologa trovata senza vita in casa: condannato un collega

E’ terminato ieri il processo sulla morte della 32enne Virginia Quaranta, avvenuta nel giugno del 2016: i poliziotti la trovarono distesa sul letto nel suo appartamento a Lecce. Riconosciuto il reato di omissione di soccorso per un 55enne

LECCE - E’ stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per omissione di soccorso aggravata dai futili motivi, il collega della giovane psicologa di 32 anni Virginia Quaranta, originaria di Diso, trovata senza vita nel giugno del 2016 nel suo appartamento, in viale Rossini a Lecce.

Si tratta dell’ultima persona incontrata dalla ragazza prima di morire. Il pubblico ministero Francesca Miglietta aveva chiesto dieci mesi di reclusione per l’uomo, P.R.M., un 55enne residente in un comune del Basso Salento, sul quale inizialmente aveva indagato ipotizzando il reato di omicidio volontario. Un’accusa questa che si rivelò infondata durante le indagini, in particolare, dagli accertamenti medico-legali, svolti per conto della Procura, dal consulente Alberto Tortorella.

Furono alcune colleghe della trentaduenne ad allertare i soccorsi, quando insospettite dalla sua assenza a un convegno, al quale avrebbe dovuto partecipare, provarono invano a contattarla telefonicamente, per poi presentarsi in casa, avendo a disposizione le chiavi. Scoprirono così la ragione di tanto silenzio e avvisarono i suoi genitori. Sul posto arrivarono gli agenti di polizia che trovarono la donna distesa sul letto, circondata da confezioni di medicinali, ricette e cartelle cliniche, e il medico legale che non riscontrò segni di violenza sul corpo della donna o altri elementi che facessero pensare a una morte violenta

Fu proprio il disordine trovato in casa a far dubitare gli investigatori sulla circostanza che la 32enne non fosse sola al momento del decesso.

Nel processo che si è concluso ieri, il giudice Fabrizio Malagnino ha concesso all’imputato il beneficio della pena sospesa e ha disposto il risarcimento del danno, da quantificarsi e liquidarsi in separata sede, nei riguardi del fratello di Virginia Quaranta, parte civile al processo con l’avvocato Simona Accogli.

Non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza, l’avvocato difensore Francesca Conte, valuterà il ricorso in Appello.

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