Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Nomina nel consiglio della Fondazione Ico Tito Schipa: non ci fu abuso d'ufficio

Il gip ha archiviato il fascicolo a carico del presidente della Provincia, Antonio Gabellone. La vicenda era stata trattata anche in sede amministrativa

Antonio Gabellone.

LECCE – Nella condotta del presidente della Provincia di Lecce in merito alla nomina, avvenuta nel marzo 2013, di un componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Ico Tito Schipa non sono ravvisabili ipotesi di reato.

Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari, Antonia Martalò, che una prima volta si era opposta alla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero. La vicenda era stata già oggetto di un contenzioso amministrativo, scandito nei due gradi di giudizio, che aveva sancito l’eccesso di potere e il difetto di motivazione della nomina da parte di Antonio Gabellone.

Per la musicista che aveva presentato ricorso l'unica strada da seguire sarebbe stata quella di un nuovo concorso, ma il presidente della Provincia aveva ritenuto di ottemperare alle indicazioni dei giudici amministrativi rinnovando il decreto di nomina per il medesimo beneficiario, ma con motivazioni più articolate (agosto 2014). Ecco perchè della questione è stata successivamente interessata anche la magistratura penale, alla quale è stato chiesto di valutare la ricorrenza dei reati di abuso d’ufficio e di omissione di atti d’ufficio.

All’esito delle indagini il gip ha però ritenuto che l’iniziativa di Gabellone non potesse essere configurata come antigiuridica, avendo egli esercitato, in ottemperanza alla decisione del Consiglio di Stato, il potere di riedizione dell’atto viziato sotto il profilo di motivazione integrando la stessa. Escluso anche l'ingiusto vantaggio patrimoniale, tantomeno per ragioni di comune militanza politica tra il presidente e la persona nominata in consiglio, così come l'ipotesi di omissione o rifiuto di atti d'ufficio.

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