Torre Veneri, decisione su archiviazione rinviata di 5 mesi. Memorandum dell’Esercito

La Scuola di Cavalleria che gestisce il poligono militare nei pressi di Frigole, area oggetto di un procedimento per gestione illecita di rifiuti, ha affidato una memoria al pubblico ministero che aveva chiesto l'archiviazione. Gip dispone rinvio

LECCE – Slitta al prossimo 15 dicembre la decisione sull’archiviazione dell’inchiesta sul presunto inquinamento ambientale nel poligono militare di Torre Veneri, nei pressi di Frigole. Due mesi addietro, il giudice per le indagini preliminari, Simona Panzera, non aveva accolto la richiesta di archiviazione del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, titolare del fascicolo aperto sulla base di una serie di esposti di Lecce Bene Comune. Il pubblico ministero aveva richiesto l’archiviazione del procedimento contro ignoti per il reato di gestione illecita di rifiuti in quanto, pur avendo “accertato abbandono di rifiuti”, “frutto di attività susseguitesi nel corso di tutti gli anni in cui il poligono è stato destinato ad attività addestrative”, risultava “difficile” individuare le responsabilità personali dei singoli per il succedersi di diversi soggetti nelle responsabilità della cosa.

Il gip aveva dunque fissato per oggi la camera di consiglio per ascoltare le parti. In udienza sono comparsi, oltre ai rappresentanti di Lecce Bene Comune, il pubblico ministero e il legale dell’Anavafaf (l’associazione presieduta da Falco Accame, che tutela le famiglie dei militari deceduti in tempo di pace, impegnato sul fronte dell’utilizzo dell’uranio impoverito), mentre non si è costituita la “parte militare”. Il comando Scuola di cavalleria ha depositato una memoria con cui dichiara che sta provvedendo insieme all’Università di Lecce ad effettuare la “caratterizzazione” della zona (ovvero l’identificazione, l’analisi dei materiali in zona) e sta adottando un nuovo disciplinare nel quale tra l’altro prevedrà utilizzo di materiali prevalentemente “green”, provvedendo alla bonifica delle aree e del mare.

Sulla base di questo il pm ha chiesto un rinvio, che ha trovato però l’opposizione del legale dell’Anavafaf, che ha sottolineato l’irritualità del deposito, per operazioni non attinenti alla qualificazione del reato già posto in essere. Il rappresentane di Lecce Bene Comune ha invece sottolineato che nel frattempo a Torre Veneri si continua a sparare quasi ogni giorno e che quindi il reato continua ad essere consumato e per questo ha chiesto formalmente il sequestro dell’area militare, citando analogo precedente di cassazione penale per il sequestro di area dell’arsenale militare di La Spezia. Il gip ha però deciso per il rinvio dell’udienza al 15 dicembre dichiarando che al termine di tale periodo verificherà il mantenimento degli impegni assunti dai militari. Ciò in ragione della tutela dell’ambiente assunta come obiettivo principale.

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Del poligono si è interessata anche una commissione senatoriale, nella scorsa legislatura, le cui conclusioni attestavano l’insufficiente o nulla bonifica dei terreni e dei fondali marini utilizzati durante le esercitazioni che si succedono per almeno due terzi dell’anno. Recenti analisi successive all’apertura dell’inchieste per illecito smaltimento di rifiuti hanno escluso la presenza di uranio, ma non di metalli misti come alluminio e piombo, contenuti in gran quantità nei proiettili e nell’artiglieria dei carri armati. 

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