Cronaca

Sfratti eseguiti in via delle Giravolte, i migranti chiedono aiuto al prefetto

Sgombero di due case in un immobile delle suore benedettine. Altri quattro alloggi dove vivono senegalesi e marocchini, tutti regolari, per fine mese devono essere liberati. Primo banco di prova per l'assessore Carmen Tessitore

Il civico dove sono avvenuti gli sgomberi.

LECCE - Gli esposti di alcuni vicini che lamentano condizioni igienico-sanitarie precarie, un'ordinanza di sgombero del giugno 2010 e un sopralluogo congiunto di Asl e forze dell'ordine, lunedì scorso. Alla luce di questi elementi di fatto, nella mattinata di oggi, di buon'ora, sono stati effettuati i primi due sgomberi di una serie di sfratti che dovrebbe chiudersi il 29 giugno quando tutti i locali dell'immobile sito in via delle Giravolte, comprendente più civici, dovrebbero essere liberati da coloro che, a vario titolo, ci vivono. 

Lo stabile è di proprietà delle suore benedettine, che a loro volta lo ricevettero nel 2004 da Antonio Lanzalonga, "la Mara". Nelle quattro unità abitative rimaste occupate ci sono cittadini senegalesi e marocchini - tutti regolari -, tra cui un anziano di 78 anni, che in un italiano stentato ma efficace dichiara tutta la propria impotenza: "Io, dove andare?" (nella foto sotto, l'esterno della sua abitazione). Come tanti altri, ha fatto  richiesta di un alloggio parcheggio, ma la graduatoria è implacabile. Nelle mani stringe almeno mezza dozzina di scatoli di medicinali e una ricevuta non proprio ortodossa a riprova del pagamento per oltre mille euro di bollette dell'acqua accumulate nel tempo. Uno dei tanti problemi sorti negli anni e rimasti lì a radicarsi nel terreno dell'indifferenza sociale e dell'assenza totale di qualsiasi forma di assistenza istituzionale.

In questo spicchio di centro storico, a due passi da via Libertini e dall'ex conservatorio di Sant'Anna, è in corso una lenta ma inesorabile riqualificazione: palazzi da ristrutturare da cima a fondo sono oggetto di investimenti anche molto onerosi e, del resto, la situazione di degrado, comunque insostenibile, è riconosciuta dagli abitanti di questo dedalo di vie che pare sospeso in un tempo tutto suo. Domani mattina gli occupanti sotto sfratto si recheranno presso la prefettura di Lecce dove chiederanno a Giuliana Perrotta di attivarsi per una soluzione di emergenza: sono giornate di caldo inesorabile, non certo il momento migliore per trovarsi un altro tetto, da amici o da familiari, ammesso che ne abbiano. 

Ma la triste storia di via delle Giravolte è anche il primo banco di prova per un'amministrazione comunale che adesso ha finalmente un assessore alle Politiche sociali nella persona di Carmen Tessitore, la quale riveste anche il ruolo di vicesindaco. E un intervento di Palazzo Carafa è quanto chiede il Comitato per la difesa dei diritti degli immigrati: "Chiediamo un intervento immediato da parte del Comune di Lecce e delle istituzioni locali che, intanto, scongiuri la messa per strada d’interi nuclei famigliari - che non saprebbero nemmeno come e dove poter passare la notte - e che contemporaneamente si attivino dei percorsi finalizzati alla ricerca di soluzioni praticabili e rispettose della dignità delle persone, concertate con le stesse famiglie dei cittadini stranieri che oggi si vogliono buttare per strada senza alcuna alternativa possibile". 

giravolte 001-2"Le famiglie che oggi si vogliono mandar via dalle case di vico delle Giravolte abitano in quelle stesse case da più di vent’anni. Periodo durante il quale hanno sempre continuato a pagare quanto dovuto per l’affitto, nonostante le instabili e insalubri condizioni in cui gli immobili versavano da sempre. La situazione si era poi aggravata di recente a seguito dalla mancanza, per molte delle case, dell’allaccio alla rete idrica e fognaria.  Tutte queste situazioni di disagio erano state, nel corso degli anni, più volte denunciate dagli stessi residenti. Voci sempre rimaste inascoltate e alle quali oggi si risponde solo con uno di sfratto destinato, di fatto, ad aggravare ancor più le già difficili condizioni di vita di questi nostri concittadini".
 
Anche Luigi Melica, consigliere dell'Udc, sollecita la nuova giunta a muoversi: "Di fronte alle innegabili condizioni di pericolosità dal punto di vista statico e igienico-sanitario, è naturale che si privilegi l’incolumità delle persone. Ma mi chiedo ora dove andranno a vivere queste famiglie, che risultano comunque regolari. Credo che questo sia uno dei primi problemi concreti che la nuova giunta dovrà affrontare. In particolare, spetterà al vicesindaco Tessitore, in quanto assessore alle Politiche sociali, cercare una soluzione quanto meno provvisoria per i nostri concittadini. Ciò che meraviglia, a quanto apprendo dalla stampa, è stata l’assenza di un canale diretto tra istituzioni, assistenti sociali e cittadini.

"Sarebbe un segnale importante di civiltà e di accoglienza vera, da parte della nostra città, dimostrare di saper colmare questi vuoti. Nel 2012 non possiamo permettere che nostri concittadini, perché tali sono, vivano in queste condizioni" conclude Melica.

 

 

 

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