Giro di armi e controllo sul servizio navette a Gallipoli, primo verdetto: 7 anni

Emessa la sentenza nel processo con rito abbreviato nei riguardi di Moreno Galluzzo, il 46enne gallipolino coinvolto con altre cinque persone nell’operazione “Efesto”

GALLIPOLI - Arriva il primo verdetto in uno dei processi scaturiti dall’operazione “Efesto” su un giro di armi e di intimidazioni per il controllo del servizio navette a Gallipoli, ed è di colpevolezza.

Sono sette gli anni di reclusione, più la multa di 9.150 euro, inflitti a Moreno Galluzzo, 46enne residente a Gallipoli accusato di aver detenuto 18 armi comuni da sparo e di averle cedute ad altri. Dodici di queste furono acquistate seppur regolarmente in un solo mese, e fu questo a insospettire gli agenti impegnati in controlli amministrativi sulle licenze che poi indagarono sul suo conto.

La sentenza è stata emessa in mattinata dal giudice Sergio Tosi che ha giudicato l’imputato (difeso dall’avvocato Roberto De Mitri Aymone) col rito abbreviato, assolvendolo da un solo episodio di tentata estorsione.

Si conoscerà invece il 14 ottobre, la sorte delle persone coinvolte nello stesso procedimento che hanno chiesto di patteggiare pene (attraverso gli avvocati Aymone, Fabio Vincenti, Speranza Faenza e Luigi Suez) che vanno da un anno e 8 mesi a due anni: Sara Pisanello, 39enne gallipolina, Salvatore Fiore, 30enne di Alezio, Gabriele Fiore, 50enne di Alezio e Giuseppe Imperatore, 40enne di Gallipoli.

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L’unico a non aver fatto istanza di riti alternativi (dopo aver ricevuto il decreto di giudizio immediato firmato dal gip Cinzia Vergine, su richiesta del pm Giovanna Cannarile), è stato Luigi Cardellini, 46 anni, gallipolino, che sarà giudicato col rito ordinario dinanzi ai giudici della seconda sezione penale, assistito dagli avvocati Angelo Ninni e Stefano Prontera.

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