Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Multe ai conducenti con rilevatori “fantasma”: Provincia condannata alle spese legali

Continuano le sentenze di accoglimento dei ricorsi: le sanzioni irrorate con i rilievi degli autovelox fissi all'altezza dei Laghi Alimini sono da annullare. L'ente dove pagare per il contributo unificato e le competenze. I dispositivi spenti da due settimane

LECCE – Il conto è servito. Con sentenza del giudice di pace Giuseppe Paparella, la Provincia di Lecce è stata condannata al pagamento del contributo unificato, pari a 37 euro, e a 150 euro per competenze legali. Mentre il ricorrente si è visto, naturalmente, accogliere la propria istanza per l’annullamento di una sanzione per eccesso di velocità sulla litoranea Otranto – San Cataldo, all’altezza dei Laghi Alimini. Tecnicamente il giudice ha rilevato la carenza della segnaletica preventiva oltre che la mancanza delle autorizzazioni.

In quella zona, che è sottoposta a vincolo paesaggistico, sono stati installati due rilevatori fissi di velocità rispetto ai quali lo stesso Comune di Otranto, competente per territorio, ha preso le distanze sostenendo di non essere mai stato nemmeno interpellato da Palazzo dei Celestini. La stessa amministrazione idruntina, con nota del proprio ufficio tecnico di inizio giugno, ha chiesto chiarimenti alla Provincia preannunciando lo smantellamento dei dispositivi. E il 18 giugno il comando della polizia provinciale ha dichiarato la disattivazione almeno momentanea.

Della vicenda si occupa da qualche settimana lo Sportello dei diritti, presieduto da Giovanni D’Agata. L’associazione prende atto con sollievo dell’orientamento scaturito dalle prime sentenze emesse ma insiste sulla doverosità dell’annullamento, in autotutela, di tutti gli accertamenti emessi in seguito a rilevamenti derivati dalle postazioni fisse incriminate altrimenti l’unica strada da percorrere resta quella del ricorso al Prefetto o dell’interessamento della giustizia civile. Il problema principale è però relativo alle multa già pagate.“Alla luce di tali decisioni del Giudice di pace di Lecce – commenta D’Agata - restiamo fiduciosi in un dietrofront dell'ente anche se sono centinaia i cittadini che hanno scelto di pagare la sanzione appena notificata presso le proprie residenze per le quali il percorso di eventuali rimborsi, come già preannunciato nei nostri precedenti comunicati resta alquanto gravoso”.

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