Cronaca Rudiae / Via de Mitri Aureliano

Gli incendi non finiscono mai: altre due auto distrutte nella notte

I casi a Lecce e Gallipoli. Particolare il secondo, dove è andata a fuoco una Mini One di un uomo che lavora in una pescheria. Solo ieri l'episodio di Campi. Ormai è diventato un caso serio

La Mino One bruciata a Lecce e, sotto, il punto del rogo di Gallipoli.

LECCE – Due auto in fiamme nella notte. In ordine cronologico, una a Lecce e l’altra a Gallipoli. Le cause sono da accertare con precisione, ma ancora una volta si tratta di una situazione delicata, soprattutto per quanto riguarda l’evento di Gallipoli, città dove l’aria è appesantita da mesi per via di una serie di attentati incendiari che hanno toccato, di volta in volta, autovetture di chi lavora nel mondo ittico e in qualche caso persino barche.

Qui, dunque, in via Malinconico, intorno all’1,30 di notte, è andata distrutta una Mini One. L’autovettura è cointestata a padre e figlia. L’uomo, un 47enne, lavora presso una pescheria. E sebbene non sia, come detto, il primo caso nella Città Bella di situazioni che coinvolgono in modo più o meno diretto cittadini che operano nel settore, va sottolineato anche il fatto che, nella stessa via, ai primi di luglio, era andata a fuoco un’altra automobile.

In quel caso, si era trattato di un Maggiolino di un’infermiera disoccupata, 30enne. L’incendio della notte scorsa, per il quale sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento locale, s’è verificato esattamente dalla parte opposta, rispetto a quello precedente, all’altezza del civico 18.

IMG-20161110-WA0009-2Al di là delle cause, eventualmente dolose o meno, e di possibili collegamenti fra più situazioni, tutto terreno su cui stanno lavorando gli investigatori (l’intervento è stato delle volanti del commissariato di polizia), resta il fatto che incendi notturni ormai sono diventati un fenomeno di sconvolgente assiduità.

Basti pensare che, poche ore prima del caso di Gallipolli, intorno alle 23,40 di notte, alla periferia di Lecce, le fiamme hanno danneggiato tutta la parte anteriore di una Hunday i10. L’auto era parcheggiata in via Aureliano Demitri, stradina incastonata fra le parallele vie San Cesario e Vecchia San Cesario. Anche in quel caso, sono intervenuti i vigili del fuoco. Il rogo è stato spento impedendo che l’auto andasse completamente distrutta, ma il calore ha comunque fatto scoppiare il parabrezza. Un sopralluogo è stato effettuato poi dalle volanti della questura. L'auto è intestata a un ingegnere. Le indagini per fare luce sono al momento in corso.

Da considerare che solo la notte precedente, a Campi Salentina, si è verificato il rogo di un furgone. Episodio per il quale sono al lavoro i carabinieri. E tutte situazioni, da una città all’altra, che non hanno ovviamente alcuna correlazione, ma che lasciano intravedere, almeno per quei casi in cui il dolo è accertato al 100 per cento, come appiccare il fuoco a qualche veicolo sia per troppi il modo più semplice e immediato di risolvere qualche dissidio o lanciare qualche messaggio. Qualunque sia il motivo alla base: liti fra vicini, debiti, stalking, motivi di lavoro.  

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