Grano, vita dei popoli: il Salento incontra il Marocco

A Merine, l'8, il 9 ed il 10 luglio tre giorni per riscoprire i legami profondi tra il Salento e gli altri popoli del Mediterraneo, atraverso storia, religione, cultura, gastronomia e musica

grano vita dei popoli 2
Si è tenuta oggi presso la sala stampa della Provincia di Lecce, a Palazzo Adorno, la conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di "Grano - vita dei popoli". A Merine (frazione di Lizzanello), in Piazza Nuova l'8, il 9 ed il 10 luglio tre giorni per riscoprire i legami profondi tra il Salento e gli altri popoli del Mediterraneo. Quest'anno l'iniziativa vedrà la comunità merinese incontrare quella del Marocco. Un evento particolarmente significativo sarà la visita del console Generale del Regno del Marocco per la prima volta nel Salento il 10 luglio prossimo.

Saranno inoltre tre giorni di studio sulle radici comuni dei popoli del Mediterraneo, con un susseguirsi di dibattiti che ospiteranno gli interventi dei maggiori studiosi delle culture mediterranee espressi dall'Università. Ogni serata si concluderà con le musiche del Mediterraneo ed i prodotti migliori della gastronomia del Salento e del Marocco. "Condividere iniziative come questa significa lottare contro i semi della violenza e dell'intolleranza che covano nella pancia del nostro territorio. Le differenze tra i popoli, oltre ai tratti comuni delle culture che li caratterizzano sono sempre da valorizzare", ha dichiarato l'assessore provinciale alle Politiche dell'integrazione e della pace, Luigi Calò.

Antonella Lezzi, presidente della associazione culturale Mera Menhir ha poi aggiunto: "Siamo andati a cercare i tratti comuni che uniscono le culture dei territori che si affacciano sul Mediterraneo. Abbiamo trovato un prezioso patrimonio di religioni diverse nei riti e nel nome che ognuna assegna al proprio Dio. Ma unite da una comune radice che tende alla condivisione. Oltre alla religione ci concentreremo sulle musiche del Mediterraneo, ottimo veicolo di socializzazione tra le genti. Abbiamo stabilito quest'anno un importante legame con il Marocco, che si concretizzerà il 10 luglio con la visita del Console generale di quel regno al nostro territorio. Un evento che fa onore alla nostra iniziativa."

"Scendendo verso le radici di una religione, si può scoprire il senso della religione, quella universale, comune a tutti i popoli e gettare le base per la Pace", ha voluto sottolineare padre Gianni Capaccioni, missionario comboniano e studioso delle culture mediterranee. Guglielmo Zappatore, docente di Lingua araba e cultura islamica all'Università del Salento ha ricordato che "tre temi in particolare uniscono o dividono tra loro le persone: la cultura popolare, la religione, le espressioni artistiche come la musica. In questa iniziativa noi scopriamo il comune sentire dei popoli del mediterraneo su tutti e tre gli aspetti".

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Daniele Durante, musicologo, uno dei fondatori del Canzoniere grecanico salentino si è invece soffermato sul fatto che "dagli anni '80, di pari passo con l'omologazione degli ascolti musicali e di tanti altri aspetti del vivere quotidiano, cominciò a covare la riscoperta delle proprie specificità. Si ricominciò ad ascoltare la musica della traduzione, a produrre gli strumenti musicali di un tempo, si riscoprì il valore delle produzioni della propria terra, anche sul versante della gastronomia. Fortunatamente il Salento è uno dei territori che meglio ha reagito alla omologazione riscoprendo le proprie radici e le radici comuni che lo legano agli altri popoli del Mediterraneo, attraverso la musica, la manualità, la genuinità dei prodotti di questa terra". ha concluso gli interventi don Sandro D'Elia, sacerdote della parrocchia di Merine. "Dobbiamo allargare - ha detto -, anche grazie ad iniziative come questa, gli orizzonti della nostra cultura cristiana attraverso l'incontro di altre culture, altrettanto profonde ed affascinanti come quella islamica. Siamo lieti che il nostro paese si ponga su questo fronte come un territorio di incontro e condivisione".

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