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Cronaca Galatina

Dai “grattini” agli abusi sessuali: zio condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione

Emesso il verdetto nei riguardi di un uomo di Galatina accusato di aver molestato, nell’estate del 2020, la nipote 12enne e l’amica 14enne. Riconosciute provvisionali per 150mila euro

GALATINA - Praticare “grattini” affettuosi sulle braccia e sulle spalle della nipote all’epoca dei fatti 12enne e, in due occasioni, di un’amica 14enne di quest’ultima, per poi insinuarsi nelle loro zone intime oppure approfittare di loro mentre dormivano. Sono questi gli episodi di cui è stato riconosciuto responsabile lo zio della prima, un 52enne di Galatina, nel processo abbreviato terminato oggi  dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce Angelo Zizzari.

La sentenza è stata di condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione, più un immediato risarcimento del danno per una somma complessiva di 150mila euro alle due minori e ai loro genitori che si erano costituiti parti civili con l’avvocato Cristiano Solinas. Il resto del risarcimento dovrà essere quantificato e liquidato in separata sede.

Gli episodi contestati all’imputato nell’inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice Simona Rizzo sarebbero avvenuti all’estate del 2020.

Il dispositivo contiene le pene accessorie dell’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno, nonché  quella in perpetuo da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Il gup ha imposto inoltre che per anni, dopo l’esecuzione della pena, siano applicate all’uomo le seguenti misure di sicurezza personali: il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori; il divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minori; l'obbligo di tenere informati gli organi di polizia sulla propria residenza e sugli eventuali spostamenti.

Non appena saranno depositate le motivazioni, l’imputato valuterà il ricorso in appello con l’avvocata Francesca Conte.

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