Griffe false & prostituzione: blitz, maxi sequestro e approfondimenti

Finanzieri in via Vanvitelli: trovati 71mila etichette e 27mila pezzi fra orologi, borse e occhiali. Tutto contraffatto. Indagini in corso sulla filiera, che sembra collegare Lecce a Napoli

Lecce, via Vanvitelli.

LECCE – Negli stabili nei quali, oggi, hanno fatto irruzione i finanzieri del Comando provinciale di Lecce, c’erano ben 71mila etichette con i nomi di grandi marche (falsificate, ovviamente), pronte a essere incollate su prodotti di dubbia provenienza, e 27mila pezzi prossimi a invadere il mercato parallelo, quello dei marciapiedi del centro. Occhiali, borse, orologi: merce d’ogni genere che affolla bancarelle abusive e tappeti spianati sui marciapiedi, da arrotolare per fuggire a gambe levate all’avvistamento di qualche divisa.

Scenario di un blitz che promette interessanti sviluppi, via Luigi Vanvitelli, nel quartiere Rudiae Ferrovia. Di giorno, zona affollata di studenti, militari e lavoratori, per la presenza nelle vicinanze di scuole, caserme e aziende. Ma, al calar della sera, nella mappa della Lecce del vizio, inserita di in quella fetta dove spadroneggia anche la prostituzione e di cui la vicina via Vecchia Carmiano è la strada maestra.

Ogni riferimento non è puramente casuale, perché fra gli identificati dai finanzieri, quattordici stranieri di nazionalità senegalese, nigeriana, tunisina e colombiana, vi sono uomini e donne, e proprio la prostituzione è uno degli aspetti finito sotto la lente delle “fiamme gialle”. Bisogna capire, in sostanza, se vi siano casi di favoreggiamento, induzione e sfruttamento, tali da far scattare accertamenti più approfonditi.

A tale proposito, i finanzieri stanno ascoltando un corposo numero di persone, fra residenti, vicinato, proprietari degli immobili visitati. Insomma, un’indagine double face, su delega della Procura, e dall’esito per nulla scontato.        

Per ora, quello che appare evidente, è l’individuazione di una sorta di centrale dello smistamento della merce falsificata, che, immessa sulle piazze a getto continuo, provoca una distorsione del mercato e un danno per i commercianti. Di sicuro non l’unico deposito del Salento, ma comunque fra i più interessanti nodi di smistamento di un sistema collaudato e capillare, spalmato su più livelli, per un giro che attraversa l’Italia in lungo e in largo.

Molto interessante sotto il profilo investigativo il fatto che uno degli africani individuati, 40enne, sia già stato indagato a inizio estate. Era stato fermato ai primi di giugno con un altro extracomunitario dai finanzieri della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, sull’autostrada A16. Da Napoli, i due si stavano dirigendo verso la Puglia. Ed erano risultati residenti a Lecce. Uno, per l'appunto, in via Vanvitelli. 

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All’interno avevano quasi 4mila capi d’abbigliamento e vestiario con griffe falsificate. Soprattutto, però, l’attenzione dei finanzieri era stata catturata dalla presenza di trentadue orologi con marchio Rolex, riprodotti fedelmente, di una tale, ottima fattura, da essere quasi indistinguibili dagli originali. Lampante l’esistenza di una filiera e, quindi, di una struttura ramificata. Il mercato del “veramente falso” ha molte vie. Molte di queste collegano ogni giorno Puglia e Campania. L'uomo individuato oggi, potrebbe essere uno degli anelli intermedi della catena. 

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