Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Maxi furto, i ladri fanno il pieno di vino: rubate dalle tenuta 20mila bottiglie

Il colpo, studiato in ogni dettaglio, nella tenuta "Taurino" di Guagnano. Dopo aver caricato dodici bancali in un mezzo pesante, i malviventi hanno rimesso tutto in ordine. Il danno da quantificare, ma dovrebbe oltrepassare i 100mila euro. Per le indagini i carabinieri di Campi e la scientifica

GUAGNANO – Non è certo inedito, come tipo di furto, ma era comunque da un po’ di tempo, ed esattamente dal dicembre dello scorso anno, che una banda di professionisti nel mestiere non si faceva capolino nel Salento per portare via fiumi di vino da un’azienda. E che non si sia trattato di scalzacani improvvisati, ma di veri e propri esperti, si capisce da tutti gli accorgimenti impiegati.

I ladri hanno agito in modo tale che dall’esterno nulla potesse colpire l’attenzione, preoccupandosi persino di rimettere a posto lucchetti e catene, dopo averli forzati. Sottigliezze di chi è avvezzo a certi crimini.

Il colpo, per un danno da quantificare (ma che dovrebbe superare a livello commerciale i 100mila euro, senza contare i danni provocati alle infrastrutture) è stato messo a segno nella notte all’interno del magazzino dell’azienda agricola “Taurino” di Guagnano.

Un pessimo risveglio per il titolare, Cosimo Taurino, la figlia, che co-gestisce la tenuta, e i dipendenti, quando questa mattina hanno scoperto che dal deposito erano scomparsi ben dodici bancali sui quali erano stati accatastati cartoni di vino pregiato.

I malviventi, però, hanno lasciato all’interno il grosso del bottino, almeno un’altra cinquantina di bancali. E’ probabile che avessero a disposizione un solo camion, per quanto di grosse dimensioni e che per questo si siano dovuti “accontentare” di circa 20mila bottiglie. Da qui a parlare di mezzo fallimento, però, ovviamente ce ne passa. Anzi, semmai ne avranno anche stappata qualcuna per brindare, una volta al sicuro.

Sul posto, per gli accertamenti, si sono recati sia i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, sia gli specialisti del servizio investigazioni scientifiche del reparto operativo di Lecce. Questi ultimi hanno svolto tutti i rilievi in cerca di tracce e impronte digitali.

Ma come hanno agito i ladri? Secondo le ricostruzioni più attendibili, in un orario imprecisato (nel deposito non ci sono antifurti, né videocamere), i furfanti si sono ritrovati davanti all’ingresso principale, che volge verso la zona industriale guagnanese con un mezzo pesante e forse qualche auto. Non si esclude che vi fosse un “palo”. C’è quasi sempre, in questi casi.

Uscendo dal campo delle ipotesi e tornando ai fatti concreti, certo è che hanno forzato la porta carraia, avendo cura di richiuderla dietro alle proprie spalle e dopo aver parcheggiato sul retro, hanno staccato i fili dei fari che illuminano quest’area della tenuta, per operare nel buio più completo. Un modo per facilitare la fuga, qualora si fosse resa necessaria, ma anche per rendere difficile capire cosa stesse avvenendo davanti ad eventuali occhi indiscreti. In tutto questo hanno anche tenuto a bada un pastore tedesco e un rottweiler. 

Forzato l’ingresso del magazzino, si sono quindi dati da fare, usando un muletto che si trovava già all’interno. Con quello strumento di lavoro hanno caricato i bancali, contenenti ognuno diversi cartoni, con sei bottiglie ciascuno. E tutto questo, avvolgendo i cartoni con cellophane per evitare cadute. 

Fatto il pieno, si sono quindi diretti verso l’ingresso secondario, che volge sulla strada per Cellino San Marco. Anche in questo caso, dopo aver eseguito un’effrazione, hanno chiuso e rimesso a posto. Vale a dire che, segata la catena, l’hanno comunque avvolta attorno al cancello.

Semmai la notte scorsa sia passata qualche pattuglia di vigilanza, da fuori non avrà notato nulla, tanto più che la tenuta è grande e capire che all’interno stava avvenendo qualcosa di losco sarebbe stato davvero difficile. Curiosità: i ladri, forse nostalgici dei loro primi passi nel mondo criminale, non hanno disdegnato nemmeno le autoradio di due furgoncini posteggiati nello spiazzo. Quando il Dna è quello, si rubano  

L’ultimo furto simile è avvenuto sul calare dello scorso anno in un’altra area nota per i vitigni, quella di Carmiano. Usando però tecniche molto più spicciole, una ruspa per abbattere il cancello. Questa volta, i malfattori sono stati più raffinati.

Furti di questo genere, di solito, avvengono su precisa commissione. La via di fuga è stata quella del Brindisino, ma questo non deve trarre in inganno. In questo settore sembra che siano attive soprattutto organizzazioni della zona di Bari. 

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