Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Via Vittorio Veneto

Un foro nel muro e rapinano la gioielleria, vigilanti sparano: fermato un bandito

Terrore a Guagnano: in due sono entrati dentro "Preziosi d'arte" dopo aver forato una parete. Legata la commessa, hanno riempito i borsoni. Ma fuori c'erano le guardie Securpol per un altro servizio. Esplosi due colpi in aria. Nel pomeriggio i carabinieri hanno fermato un brindisino grazie anche a La Velialpol

Foto di Antonio Quarta

GUAGNANO – Avevano organizzato tutto alla perfezione, o almeno così credevano. L’immobile disabitato alle spalle della gioielleria “Preziosi d’arte” di Guagnano nel quale rintanarsi per poi scavare tutta la notte, praticando un foro in una parete e sbucando all’improvviso. Le fascette per bloccare chi fosse arrivato per primo, sfruttando il classico effetto sorpresa. I borsoni da riempire, per poi fuggire nel proprio covo e dividersi la torta, un bottino da decine di migliaia di euro. E pensavano veramente di avercela fatta, di essere ormai prossimi alla meta, ricolmi di refurtiva.

E invece, tutto è andato storto, e nel pomeriggio anche il colpo di scena. Già intorno alle 14 uno dei malviventi è stato fermato mentre, all'uscita del paese, stava facendo l'autostop. Condotto presso la caserma della compagnia dei carabinieri di Campi Salentina, è stato ascoltato per diverse ore dagli inquirenti.

In serata è poi arrivato l'arresto, su disposizione del pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Antonio Negro. Si tratta di Francesco Pugliese, un 28enne originario di Brindisi, già noto. Intanto, non è escluso che, a stretto giro di posta, possa essere fermato anche il secondo individuo, ricercato anch'egli per tutta la mattinata. 

UN COLPO BEN STUDIATO, MA MISERAMENTE FALLITO

E, dunque, i malviventi non avevano calcolato tutti gli imprevisti, che anche per il più esperto dei rapinatori sono sempre dietro l’angolo. In questo caso, non in senso metaforico, ma reale. Perché, per una pura coincidenza, i loro destini si sono incrociati con quelli di alcune guardie giurate a bordo di un furgone della Securpol Security di Racale.

I vigilanti si trovavano nelle vicinanze per scortare un carico di sigarette in una tabaccheria. E così, il loro imprevisto intervento, in tempo reale, ha rovinato la festa ai malviventi, costretti ad abbandonare tutto e tentare anche di bloccare alcuni automobilisti per accelerare la fuga. Semmai ci fosse stato un complice a “fungere” da palo, probabilmente sarà scappato a sua volta mollandoli a piedi alla loro sorte.  

Ed è così che, nel nord Salento, è scattata fin dalle 9 del mattino una serrata caccia all’uomo. Addosso avevano ancora tute bianche di carta, sporche di polvere, dopo il buco scavato nel muro per piombare dal soppalco di una gioielleria di via Vittorio Veneto, al civico 29. Ed è in questo modo che si sono presentati al cospetto di una malcapitata commessa.

La donna, una volta aperta l’attività, disattivando l'allarme, s’è vista sbucare all’improvviso i malviventi, con i volti coperti, e non ha avuto neanche il tempo di una reazione. Già paralizzata per il terrore, è stata bloccata, imbavagliata e legata a una sedia con fascette rigide di plastica. A quel punto i rapinatori hanno iniziato a riempire i borsoni di gioielli, per un valore di circa 10mila euro. Ed erano ancora all’interno, quando è sopraggiunto il proprietario, Fabrizio Colaci.

Il commerciante non aveva le chiavi. Ha prima suonato ripetutamente il campanello per farsi aprire. Poi ha gettato lo sguardo oltre la vetrata, ha scorto la sua dipendente legata ed ha capito subito quello che stava succedendo. E’ corso a chiamare aiuto e proprio nelle vicinanze, in via Trento, s’imbattuto nei vigilanti di scorta al carico di “bionde” destinato alla tabaccheria.

Questi non ci hanno pensato un secondo. Il primo si è fiondato davanti all'ingresso dell'oreficeria, il secondo ha fatto il giro dell'edificio, collocandosi nei pressi dell'abitazione disabitata da cui presumibilmente si erano infilati fin dalla notte precedente. Ed è proprio da lì che i banditi sono sbucati, subendo a quel punto loro stessi l’onda d’urto dell’effetto sorpresa. Chi la fa, l'aspetti.

LA FUGA ROCAMBOLESCA, POI L'ARRESTO

I malviventi si sono trovati dunque avversari di fronte pronti ad un pressing asfissiante. "Alt", ha gridato più volte una guardia giurata, esplodendo anche due colpi d’arma da fuoco in aria con la pistola d'ordinanza, a scopo intimidatorio. 

I rapinatori hanno mollato la refurtiva e mentre uno è scappato a gambe levate senza mai voltarsi, riuscendo a rubare in seguito una Ford Fiesta verde, l'altro prima ha accennato alla resa, intimidito dagli spari, poi s'è risollevato ed ha ripreso la corsa, tentando di bloccare un furgone. Ma l'autista non ha accennato a fermarsi ed ha proseguito la marcia. Il malvivente è però comunque riuscito a guadagnare terreno anche a piedi, facendo perdere momentaneamente le tracce. 

I borsoni con i gioielli, come detto, sono rimasti per terra, e con questi, nelle concitate fasi, i rapinatori hanno perso anche una ricetrasmittente. Il che lascia supporre che ci fosse un terzo complice, il quale potrebbe però essere stato colto a sua volta alla sprovvista, per abbandonare la scena prima di finire a sua volta nei guai. 

Sul posto sono intervenuti per i rilievi i carabinieri della stazione di Guagnano e della compagnia di Campi Salentina, sotto il coordinamento diretto del maggiore Nicola Fasciano. I militari hanno appurato che i due malviventi erano entrati da un appartamento disabitato alle spalle dell’oreficeria, in via Duca D’Aosta. Qui hanno avuto il tempo di praticare quel foro, per poi infilarsi nei locali e sorprendere la commessa nel momento in cui ha aperto la porta d’ingresso per iniziare le attività quotidiane. 

Nel frattempo, le ricerche sono continuate a tutto spiano. Si sono aggregate pattuglie del Nucleo radiomobile e delle stazioni di Guagnano, Trepuzzi, Campi Salentina e Carmiano. Con loro, anche personale dell’istituto di vigilanza “La Velialpol” di Veglie (con cui la gioielleria è abbonata), che si è messa a disposizione per integrare le ricerche.

PUGLIESE.. FRANCESCO-3Proprio un'auto delle guardie giurate vegliesi ha infine dato ai militari l’informazione più preziosa: passando lungo la strada che collega Guagnano alla frazione di Villa Baldassarri, avevano infatti notato un giovane che chiedeva insistentemente passaggi alle auto, addirittura porgendo una banconota da 50 euro pur di indurre qualcuno a fermarsi. 

I vigilanti hanno subito ricollegato la scena agli eventi che si erano consumati poco prima e hanno chiamato i militari. Nel giro di pochi minuti, le manette. Pugliese risponde di  rapina pluriaggravata. 

Il suo e quello del complice doveva essere un piano perfetto, o quasi. Ma il fato, questa volta, ci ha messo lo zampino ed ha dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, che non sempre le ciambelle riescono con il buco.

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