Cronaca

Guerra di mafia, chiesti ergastoli e 48 anni di carcere

Due carceri a vita e 48 anni di reclusione sono stati invocati dal pm Guglielmo Cataldi nella sua requisitoria nei confronti del clan della Scu di Lecce, Surbo e Squinzano. I fatti risalgono al 2001

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Due carceri a vita e 48 anni di reclusione sono stati invocati dal pubblico ministero Guglielmo Cataldi nella sua requisitoria nei confronti del clan di Lecce, Surbo e Squinzano, coinvolto in una efferata guerra di mala tra clan opposti in lotta per il controllo del territorio. La parola ergastolo, con isolamento diurno è riecheggiata nell'aula della corte d'assise d'appello nei confronti di due imputati, Andrea De Santis, 31enne di Lecce e per il surbino, Valerio Paladini di 30.

Ventuno anni sono stati chiesti dalla pubblica accusa nei confronti di Agostino Pati, 46enne di Squinzano, 18 per il surbino Giuseppe Vincenti, ora collaboratore di giustizia e 9 per Antonio Tafuro. Tutti e cinque gli esponenti del clan sono attualmente detenuti. Le sentenze, salvo allunghi per le arringhe degli avvocati difensori, sono attese per la fine di maggio. I fatti contestati riguardano il doppio omicidio commesso il 13 marzo 2001 a Surbo all'interno del bar Millefoglie di Fabrice Negro, appartenente ad un opposto schieramento e dell'operaio Antonio Della Bona che si trovava nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.


I due vennero investiti da una pioggia di colpi di fucile kalashnikov e di pistola calibro 7 e 65. Andrea De Santis e Agostino Pati sarebbero stati gli esecutori materiali del duplice omicidio di Giancarlo Fantastico e Cosimo Conversano che si trovavano all'interno del ristorante Duca D'Este, a Squinzano. I due sicari esplosero contro i loro obiettivi una gragnola di colpi di kalashnikov e di pistola calibro 357 magnum. L'omicidio risale alla sera del 18 maggio del 1999.

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