Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Guerra tra opposti clan: un ergastolo e pene pesanti

In secondo grado nel processo scaturito dalla maxi operazione "Pit 3", i giudici hanno inflitto l'ergastolo ad Oronzo De Trane, leccese 31enne. Assolti Negro e Perrone di Surbo per un duplice omicidio

Clamoroso colpo di scena nel processo che si è chiuso nel pomeriggio con le sentenze di secondo grado su un troncone scaturito dall'Operazione "Pit 3". I giudici popolari e togati, presidente Centonze, a latere Protomastro, hanno inflitto l'ergastolo ad Oronzo De Trane, assolto in primo grado. Il 31enne leccese, alias "Andrea", avrebbe partecipato all'imboscata tesa il 15 maggio 2002 ai danni di Mario Caroppo, il gommista 52enne ucciso in pieno centro a Lecce, davanti ad un noto ristorante. Per i giudici, così come richiesto dalla pubblica accusa rappresentata dal procuratore generale Giuseppe Vignola, De Trane, quella sera, avrebbe svolto il ruolo di "sentinella" davanti ad una scuola guida per sorvegliare il commando di fuoco composto da Fabio Tolentino, Mauro De Filippi, Tiziano Greco, Giampaolo Monaco e Paolo Lo Deserto, che raggiunsero il ristorante a bordo di una Citroen C3. L'omicidio del gommista fu commissionato dall'allora capo della Scu salentina Filippo Cerfeda.

Mario Caroppo e i suoi fratelli, Massimo e Damiano riuscivano, infatti, a rifornirsi di una qualità di cocaina migliore della "neve" a disposizione dell'ex-primula rossa e rischiavano in tal modo di "bruciargli" il mercato. La trappola fu una cena con la quale si doveva trovare un accordo sulla spartizione della "torta" derivanti dall'indotto dei manifesti elettorali. I Caroppo cercarono di andare via perchè dopo aver fatto alcune telefonate sospettarono di essere caduti in un'imboscata. Non fecero in tempo e Mario cadde sotto una gragnuola di colpi. Per risalire ai componenti del commando, furono fondamentali le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Cerfeda e dall'altro collaboratore illustre, Pierpaolo De Siena.

Sul duplice omicidio di Cillo De Santis e Francesco Cillo, ammazzati a Surbo il 24 maggio del 2001, sono stati invece assolti Luigi Negro, 48enne di Surbo, detto "puntina" e il compaesano Orlando Perrone, di 35, per il quale il pubblico ministero Guglielmo Cataldi aveva chiesto il carcere a vita. Secondo l'impianto accusatorio, Negro avrebbe svolto il ruolo di "telecamera" durante le fasi della duplice esecuzione, mentre Orlando avrebbe fornito l'autovettura ai sicari. Fu sempre Cerfeda il mandante del duplice omicidio. Diede mandato a Fabio Franco di organizzare l'agguato che venne commesso materialmente da William Vincenti, Luigi Grasso e Ivan Vitale.


In secondo grado per gli altri imputati sono state, quasi per intero, confermate le stesse pene. Andrea Bisconti, 40enne di Lecce, è stato condannato a tre anni di reclusione e a 1000 euro di multa. Quattro anni per Stefano Carlino, 32enne di Lecce, un anno ad Antonio Chiriatti, di Campi Salentina. Otto anni, 20mila euro di multa e l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici per Antonio Pepe, alias "Tonino Cerezo", 59enne di Lecce. Sei anni per Carmelo Miglietta al quale è stato eliminato il reato dell'associazione a delinquere. Assoluzione per Giuseppe De Matteis, 31enne di Lequile, così come in primo grado. 4 anni rispettivamente ad Mario e Andrea Rosafio. Per Simona Malinconico, 35enne di Lecce, è stata invece confermata la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione. E' stato anche stabilito il risarcimento danni che Oronzo De Trane dovrà destinare alla parte civile, Luigi e Katia Caroppo e Anna Maria Spedicato. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti, Pantaleo Cannoletta, Antonio Savoia, Elvia Belmonte, Mario Ciardo e Pasquale Corleto.

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