"Hai rubato le mie cose", e si scaglia contro compagno di cella provocando una rissa

Nuovo episodio di violenza nel carcere di Lecce. Nel pomeriggio di ieri, infatti, è scoppiata una rissa all'interno del reparto C2 (gestito mediante il sistema detentivo "aperto") della IV sezione dell'istituto di pena. Circa una quindicina le persone coinvolte, con lesioni tali da rendere necessario l'intervento del 118

LECCE – Nuovo episodio di violenza nel carcere di Lecce. Nel pomeriggio di ieri, infatti, è scoppiata una rissa all’interno del reparto C2 (gestito mediante il sistema detentivo “aperto”) della IV sezione dell’istituto di pena. Circa una quindicina le persone coinvolte, con lesioni tali da rendere necessario l’intervento del 118.

Un detenuto straniero di origine marocchina si è scagliato contro un contro un compagno di cella, reo (a suo dire) di avergli sottratto alcuni oggetti, ferendolo. Un’aggressione che ha scatenato la reazione degli altri detenuti i quali, accorsi in massa in difesa dell’italiano, con violenza si sono lanciati contro il marocchino vittima di un feroce pestaggio.

L’episodio è solo l’ultimo delle tre violente risse avvenute in soli due mesi nel carcere di Borgo san Nicola. Fortunatamente, nonostante le difficoltà in cui opera il personale di polizia penitenziaria, gli autori del massacro sono stati individuati e denunciati all’autorità giudiziaria.

“Quello che avevamo annunciato nei mesi scorsi si sta purtroppo verificando, le ipotesi stanno diventando triste realtà e a pagarne le conseguenze è sempre e solo la polizia penitenziaria – commenta Pantaleo Candido, segretario regionale dell’Osapp –. Tre risse violente in soli due mesi, è questo il triste bilancio degli istituti di lecce, un bilancio che andrà sempre più a incrementarsi in negativo”.

“Il clima rimane teso perché le condizioni di lavoro sono quelle denunciate in tutta la regione, situazioni lavorative sotto stress e personale di polizia con carenti sistemi di sicurezza – spiega Candido – . Noi dell’Osapp chiediamo a gran voce di correre ai ripari, dando respiro al personale che ormai opera su otto ore giornaliere senza il richiesto straordinario, chiediamo un’opera di prevenzione senza aspettare che gli eventi ci consegnino scenari senza ritorno”.

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