Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

I finanzieri rintracciano su un veliero 84 migranti, fermati tre scafisti

Provvedimenti per due ucraini e un azero. A bordo soprattutto afghani, fra cui molti bambini e una donna incinta. L'imbarcazione scoperta al largo di Otranto nel cuore della notte

OTRANTO – Nel giorno dell’approdo a Taranto della nave norvegese “Siem Pilot” con quasi mille e cento migranti a bordo, salvati mentre si trovavano su gommoni alla deriva nel Mediterraneo, e di poco più di altri 700 nel porto di Brindisi, trasportati dalla nave della marina militare britannica “Hms Enterprise” (strappati al Canale di Sicilia), c’è stato spazio per un’operazione anche nel Canale d’Otranto.  

Cifre molto più contenute, eppure insolite anche per i tipici sbarchi sulle coste salentine, dove di solito non sbarcano più di una quarantina di persone per volta: in questo caso a bordo erano in ottantasette.

Tutto è nato quando un pattugliatore del Reparto operativo aeronavale di Bari della guardia di finanza ha incrociato al largo un veliero. Fra gli stanieri, i tre presunti scafisti sono stati individuati nel giro di poco tempo: si tratta di due ucraini e un azero. Sono stati arrestati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Si sospetta che il viaggia sia iniziato sulle coste turche. L’imbarcazione, il "Wist", un veliero di 18 metri battente bandiera statunitense, è stata avvisata in transito intorno all’1,30 di notte al largo di Porto Badisco. Il pattugliatore delle “fiamme gialle” che l’ha scoperto, ha richiesto l'intervento di un elicottero per visionare chi vi fosse a bordo e fugare ogni dubbio.

Scoperto il nutrito carico umano, la motovedetta s’è avvicinata rapidamente. A bordo del "Wist" gli scafisti hanno spento le luci e provato a sfuggire con il favore delle tenebre, puntando verso terra, probabilmenrte nella speranza di poter comunque sbarcare. L'inseguimento è stato intenso, ma breve. I militari alla fine hanno preso possesso del natante, conducendolo verso gli ormeggi della Sezione operativa navale del porto idrutino.

In banchina, ad attendere il gruppo, c'erano anche i sanitari del 118 e altre pattuglie di finanzieri e poliziotti. A terra, i finanzieri hanno poi lavorato per le operazioni di identificazione con il personale della Divisione immigrazione, dopo il trasporto presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto.

2005_0521leuca0513-2Tolti i due cittadini dell'Ucrina e quello dell’Azerbaigian, subito indicati come i traghettatori, i più, a bordo, erano di nazionalità afgana e irachena (fra loro trentatré di etnia curda). Per la precisione, venticinque donne, venticinque uomini adulti e trentaquattro bambini, fra cui diversi in tenera età. Presenti anche una donna incinta, alcuni anziani invalidi e un non vedente. Tutti provati dall’estenuante viaggio, ma nessuno in condizioni da far temere per la vita. La donna incinta e un'altra passeggera sono state condotte per accertamenti nell'ospedale di Scorrano. 

L’imbarcazione è stata sequestrata e i tre scafisti condotti in carcere. Le indagini, a cura del Pool antimmigrazione istituito presso la Procura della Repubblica di Lecce, dovranno ora far luce sulla dinamica del viaggio e su eventuali appoggi attivati dai trafficanti di esseri umani in Italia.

Il rintraccio dei migranti si sovrappone ad altre operazioni che si stanno verificando sempre più di frequente nel basso Adriatico. Non solo traffico di vite umane, ma anche stupefacenti. Con un’intensità che si sta facendo preoccupante. Solo la notte precedente, al largo di San Foca, i finanzieri di Otranto hanno bloccato un albanese in arrivo con un acquascooter. Un altro è riuscito a fuggire. Si sospetta che trasportassero droga e che questa sia stata gettata in mare. Nei giorni precedenti, sono stati scoperti e sequestrati interi carichi di marijuana.  

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