Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

"I ghinèke tu Odissèu", l'eroe raccontato dalle donne

Suggestivo appuntamento nel Chiostro del municipio: un reading teatrale, che unisce la grande letteratura epica ai suoni della Grecìa Salentina, attraverso la narrazione al femminile

STERNATIA - L'Odissea, ancor più dell'Iliade, rappresenta il fondamento narrativo su cui si basa la letteratura occidentale: lo straordinario poema di Omero, da sempre modello e fonte di ispirazione per scrittori e artisti di ogni epoca, è soprattutto un ricco serbatoio di conoscenza dove è contemplato l'intero scibile umano, le cui componenti si rappresentano nei tanti personaggi-archetipi che popolano il controverso viaggio di Ulisse, metafora del percorso a ostacoli della nostra esistenza. È proprio da alcuni di questi personaggi-archetipi che prende ispirazione lo spettacolo che si tiene a Sternatia, il 17 settembre, a partire dalle 20.30, nel Chiostro del Municipio.

Un reading tetrale in cui i personaggi sono solo femminili, cioè quelle donne che, in qualche modo, rappresentano le stazioni più significative del viaggio di Ulisse: Circe, Anticlea, le Sirene, Calipso, Nausica, Euriclea e Penelope; nel loro sguardo si scopre poco alla volta la molteplice personalità dell'eroe omerico e si compie gradualmente il viaggio del ritorno; in Ulisse, ognuno di questi personaggi (a parte le Sirene che rappresentano uno stato di coscienza) ritrova la consapevolezza del proprio ruolo, a sottolineare come sia indispensabile la reciprocità tra uomo e donna per raggiungere quella completezza, prezioso viatico per il nostro percorso terreno.

Se l'Odissea è un fondamento culturale universalmente riconosciuto, lo è ancor più, se possibile, nell'ambito del suo naturale paesaggio sonoro, cioè nel verso greco, che nella Grecìa Salentina diventa griko. Ne "Le donne di Ulisse", ogni personaggio si esplica attraverso quell'idioma, frutto e reminescenza di un'odissea linguistica che parte dalle terre di Omero e giunge e persiste, attraverso innumerevoli tribolazioni, ancora oggi in questa terra.


In sette canti in griko, ognuno il suo, i personaggi si raccontano per bocca di un aedo-Ulisse: canti che verranno di seguito tradotti in italiano durante il recitato che, a sua volta, si alternerà agli stessi. Suggestive musiche di ambientazione riporteranno lo spettatore in un paesaggio interiore senza tempo, poiché l'antico e il moderno, il passato e il presente, quello che eravamo e quello che siamo, vivono in noi contemporaneamente. I testi sono a cura di Rocco De Santis, le musiche di Rocco De Santis, Rocco Nigro, Pino Basile. In scena, Rocco De Santis, Laura Giannoccaro, Rocco Nigro.

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