Cronaca Taurisano

I motivi dell'ergastolo all'infermiera Bartolomeo

Avrebbe ucciso il marito iniettandogli una dose letale di eroina. Lucia Bartolomeo, infermiera 36enne, come si ricorderò, venne condannata all'ergastolo per l'omicidio di Ettore Attanasio

Il momento della lettura della sentenza.

Avrebbe ucciso il marito iniettandogli una dose letale di eroina. Lucia Bartolomeo, infermiera 36enne, come si ricorderò, venne condannata all'ergastolo per l'omicidio di Ettore Attanasio, con una sentenza per certi versi shock emessa dai giudici della Corte d'Assise. Il pm Guglielmo Cataldi nella sua requisitoria era stato meno severo invocando una condanna di 22 anni. Ora arrivano le motivazioni che hanno indotto i giudici popolari e togati in primo grado a condannare al carcere a vita l'infermiera.

Più ampiamente si legge nella corposa relazione, "dopo la perizia è sicuro che Attanasio abbia assunto 70 milligrammi di eroina pura da 30 minuti ad alcune ore prima di morire. Quel quantitativo risulta pari ad almeno 7 volte la dose corrente sul mercato clandestino". Nelle motivazioni, però compare un passaggio che per i legali della Bartolomeo diventerà un cavallo di battaglia in Appello. "E' altamente probabile, se non sicuro, che egli sia morto per effetto di tale assunzione, con o senza il contributo causale di patologie preesistenti". Per i giudici, l'ergastolo è maturato per la presenza di diverse circostanze aggravanti. Il delitto è stato commesso contro il marito, con l'uso di una sostanza venefica e con premeditazione.

"Lucia Bartolomeo", si legge nelle motivazioni" ha deciso di uccidere il marito e si è procurata l'eroina necessaria allo scopo e poi ha accuratamente organizzato il delitto". Per il Presidente della Corte, Giacomo Conte, ricorrono i motivi abietti nel delitto perché "la Bartolomeo ha dimostrato non il desiderio di liberarsi dal suo matrimonio, ma di evitare il trauma della separazione e del divorzio ingannando tutti con un piano agghiacciante".


C'è anche l'aggrvante dei futili motivi: "Lucia Bartolomeo ha tolto il padre a sua figlia per non rischiare che fosse affidata a lui, se si fosse unita ad un altro uomo e per non affrontare qual tanto di riprovazione familiare e sociale, non molto forte, che vi sarebbe stato per quell'unione". Nel dramma di una vita coniugale finita malamente, lo ricordiamo, grava sempre il recupero psicologico della figlia della coppia, una bambina di appena sette anni, ospite di un centro di recupero ad Ostuni.

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