Cronaca

I netturbini incrociano le braccia: "Risposte su Axa"

Scioperano i netturbini a Lecce e gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti. Chiedono chiarimenti e garanzie sul probabile ingresso della ditta di un consigliere comunale al posto di Aspica

Scioperano da questa mattina i netturbini a Lecce e gli effetti della loro agitazione sindacale sono già sotto gli occhi di tutti. Cassonetti stracolmi di immondizia, strade sporche e strascichi della "Notte bianca" ancora sui cigli delle vie centrali. Il centro storico è la zona che soffre maggiormente della protesta di "Aspica" - che insieme "Ecotencnica" si occupano della raccolta rifiuti in città - la ditta che da tempo ha annunciato la volontà di abbandonare il capitolato. La questione è complessa, perché a dire dei sindacati "dal 2005 ad oggi all'Inps non risultano versati i contributi ai lavoratori e da circa tre anni i livelli maturati dai dipendenti con l'azienda non sono stati ancora corrisposti. Inoltre - aggiungono - Aspica dice di rimettere mediamente 300mila euro al mese ed è in contenzioso con il Comune di Lecce per 14 milioni di euro".

Per questi motivi ma non solo, questa mattina lavoratori e sindacati si sono dati appuntamento nei pressi di Palazzo Carafa per incontrare il sindaco di Lecce Paolo Perrone. Il primo cittadino, come riferito dai manifestanti, non avrebbe condiviso lo sciopero perché ritenuto aribitrario, anche se i sindacati dicono di averlo preannunciato da tempo.


Ma c'è un'altra questione che andrebbe chiarita, forse proprio da Palazzo Carafa, dato che lo sciopero è stato proclamato da tutte le sigle sindacali in seguito all'ingresso di "Axa", la società che sarebbe destinata a sostituire proprio "Aspica". Operazione, questa, di cui non sarebbero stati informati né sigle sindacali, né lavoratori e poi perché a capo di "Axa" c'è Giampiero Corvaglia, consigliere comunale di minoranza. Motivo per il quale più di qualcuno si è chiesto se potrebbe esistere incompatibilità tra i ruoli dell'amministratore e il titolare dell'azienda che dallo scorso primo aprile affianca "Aspica". Intanto i sindacati avvertono: "Se non verranno date risposte immediate, saranno proclamati nei prossimi altri scioperi".

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