Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

I "numeri" del NIl: in allarme dati sul lavoro sommerso

Sono stato comunicati i risultati ottenuti dal Nil: preoccupa l'elevato numero di lavoratori in nero. Meno grave la situazione sul numero di extracomunitari impiegati nel settore primario

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Nell'ambito dell'attività istituzionale svolta nell'intero anno 2007, i Carabinieri del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, operante alle dipendenze funzionali della Direzione Provinciale del Lavoro di Lecce, hanno accertato una evasione contributiva per un totale di un milione e 100mila euro. Tale è l'importo dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi assicurativi recuperati alle casse dell'I.N.P.S. e dell'I.N.A.I.L. e scaturito dalle indagini ispettive e di Polizia Giudiziaria intraprese e definite dai militari in servizio presso lo specializzato reparto dell'Arma. Per quanto concerne il contrasto al fenomeno del lavoro nero e sommerso, i militari hanno contestato 1.277 illeciti amministrativi per violazioni riguardanti la normativa sul collocamento, sulla tenuta dei libri obbligatori (matricola, paga-presenza e infortuni) ed altre norme di più recente introduzione.

Inoltre sono state comminate 212 maxi - sanzioni ai sensi del Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223 per altrettanti lavoratori occupati. Sette e quattro sono stati rispettivamente i cantieri edili e i locali pubblici le cui attività sono state sospese dai carabinieri del NIL in applicazione dell'art. 36 bis del Decreto Bersani che puniscono severamente gli imprenditori che occupano alle proprie dipendenze personale "in nero" in misura pari o superiore al 20%. I datori di lavoro possono riprendere la propria attività solo tramite il pagamento di una ulteriore sanzione accessoria ma, soprattutto, dopo aver ripristinato completamente le condizioni di legalità, inclusa la messa in sicurezza del posto di lavoro e l'assunzione dei dipendenti irregolari.

I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecce hanno inoltre concorso, fornendo ausilio e supporto, agli accertamenti svolti dagli Ispettori e Funzionari del Servizio Ispezione del Lavoro di Lecce. In particolare, degne di nota le attività ispettive denominate rispettivamente "Operazione Coccinella", volta a contrastare il paventato fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori extracomunitari nel settore dell'agricoltura, "Operazione Delfino" eseguita nel periodo estivo nel variegato settore delle attività connesse al turismo, ed infine "operazione 10.000 cantieri" eseguita nel comparto edile, finalizzata a garantire sempre maggiori standard di sicurezza sui cantieri che, notoriamente, fra i luoghi di lavoro sono quelli in cui l'incidenza degli infortuni è maggiore sia in termini numerici che per gravità degli esiti.

Nella loro quotidiana attività ispettiva svolta sia su "input" della Direzione Provinciale del Lavoro di appartenenza che di iniziativa e su segnalazione e con la collaborazione dell'Arma Territoriale e degli altri Reparti dell'Organizzazione Speciale, i militari del NIL hanno eseguito complessivamente 465 ispezioni in altrettante aziende di grandi, medie e piccole dimensioni, delle quali il 68,6% sono risultate irregolari in ordine al rispetto della normativa del lavoro e della legislazione sociale. Una azienda del settore edile è risultato operare completamente "in nero".
I settori in cui maggiormente sono state riscontrate il maggior numero di irregolarità sono quelli del commercio (77%), degli alberghi e pubblici esercizi (75%), dell'edilizia (68%), del tessile - abbigliamento - calzaturiero (T.A.C.) (67%) e dell'agricoltura (55%).

Sul fronte della lotta al lavoro nero e sommerso, su un totale di 1.684 lavoratori interrogati, i militari del NIL di Lecce hanno accertato che il 28% non era in regola ed il 13% completamente "in nero". Non sono emersi casi di discriminazione fra i sessi, in violazione della legge n. 930/1977 sulle pari opportunità uomo-donna in materia di lavoro. Particolare attenzione è stata riservata alla tutela del lavoro minorile. Su 103 lavoratori minori degli anni 18 intervistati, si è accertato che il 35% è stato occupato irregolarmente mentre il 17% completamente in nero. Il settore in cui gli stessi lavoratori fra bambini e adolescenti sono risultati in misura maggiore impiegati illecitamente è quello dei pubblici esercizi e del commercio (33%)

Sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria competente 20 datori di lavoro per aver avviato illegalmente 36 minori, tutti appartenenti a nuclei familiari con redditi medio - bassi. Relativamente all'avviamento di manodopera extracomunitaria, i militari hanno identificato 54 lavoratori stranieri provenienti per la maggior parte dalle aree geografiche dei Paesi Europei fuori dalla Comunità Europea, Nord - Africa e Medio Oriente ed Estremo Oriente. Di questi 22 sono risultati avviati irregolarmente, mentre 11 erano clandestini. Per questi è scattato il provvedimento di espulsione. Denunciati in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria competente 8 datori di lavoro.

Nel contesto dell'attività di Polizia Giudiziaria, ancora, il NIL di Lecce ha proceduto a denunciare all'Autorità Giudiziaria 124 persone. Di queste ben il 57% per reati correlati alle norme per la prevenzione degli infortuni, il 13% per sfruttamento del lavoro minorile, il 7% per truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e il 6% per avviamento illecito di lavoratori extracomunitari.Nel periodo in esame i militari del NIL CC di Lecce sono stati inoltre impegnati nell'evasione di un considerevole numero di indagini delegate dall'Autorità Giudiziaria ordinaria, di cui alcune molto complesse e laboriose, fra le quali spiccano quelle per fattispecie di reati di truffa ai danni della Pubblica amministrazione.

Inoltrate complessivamente 110 informative di reato all' Autorità Giudiziaria.
Nel periodo estivo, a cavallo dei mesi di Luglio e Agosto, il NIL di Lecce è stato impiegato, nella task force denominata "Operazione Delfino". Sono state passate al setaccio soprattutto le strutture turistico - balneari dell'intera provincia, alberghi, villaggi vacanze, lidi e ristoranti operanti lungo la costa, ma anche attività imprenditoriali dell'entroterra connesse al settore del turismo.
Infine sono state effettuate 121 ispezioni in materia di sicurezza nei cantieri edili ed impartite 104 prescrizioni per violazioni alle norme poste a tutela della salute dei lavoratori ed alla prevenzione degli infortuni. Le violazioni più numerose sono risultate quelle connesse alla mancata protezione contro le cadute dall'alto che, fra tutte, risultano purtroppo la cause più frequenti degli infortuni gravi.
Nonostante il quadro generale ancora poco incoraggiante, l' attività ispettiva ha tuttavia palesato una comunque crescente sensibilità e "presa di coscienza" da parte di tutte le componenti interessate nei confronti delle problematiche connesse alla sicurezza.

Modesto continua a rimanere il ricorso alle tipologie contrattuali previste dalla c.d. "Legge Biagi", fra le quali il "lavoro a progetto" il "contratto di inserimento", il lavoro "occasionale" e quello "intermittente" (peraltro nel frattempo abolito), nonostante siano generalmente premiali per i datori di lavoro, prevedendo una accentuata flessibilità ed un abbattimento consistente del costo del lavoro. Tale moderato impatto della normativa in questione è verosimilmente in parte da imputare alla scarsa promozione di cui la normativa ha beneficiato anche presso gli "addetti ai lavori". La maggior parte dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato che sono stati oggetto di accertamento hanno evidenziato una decorrenza relativamente recente, nel senso che gli stessi sono risultati instaurati al massimo da alcuni anni. In merito a quelli a tempo determinato, è stato riscontrato che hanno carattere generalmente stagionale e comunque di durata molto breve. Tale fenomeno può oggettivamente essere letto, tenendo conto anche degli "umori" degli addetti ai lavori, come una carenza di fiducia nel futuro da parte della classe imprenditoriale, che si traduce in uno scarso stimolo alla programmazione a lungo termine, foriera di maggiori investimenti e di occupazione più stabile e duratura

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