Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

I nuovi schiavi: lavoro nero nel ristorante di moda

Operazione del nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Lecce: turni massacranti, fino a 15 ore, per quattro extracomunitari e mancanza di qualsiasi tutela. Denunciato il titolare

Sono i nuovi schiavi di una modernità avidamente ancorata a logiche antiche. Soprattutto in questo Sud che proprio non vuole adeguarsi e mettersi a norma. Sono quasi sempre extracomunitari: accettano di farsi massacrare di lavoro, di affrontare turni estenuanti per spedire a casa briciole di sopravvivenza. Fino a 14, 15 ore consecutive. Per averne cosa, poi, se non una paga in nero, da 30 a 60 euro al giorno. Senza tutela previdenziale e assistenziale, senza assicurazione contro gli infortuni. Qualcuno, forse, leggendo queste righe, potrebbe sentirsi persino offeso. "Ce li avessi io, questi soldi". Ma è proprio questo il punto. Se la legalità non vuole saperne di attecchire, governa la logica perversa del nero, con tutte le sue sfumature.

Ed è esattamente questo che è successo, a Lecce, in un notissimo ristorante nelle immediate vicinanze del centro storico, secondo quando accertato oggi dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro. Un ristornate di quelli che vanno per la maggiore, fra la bella gente che affolla la città nei week-end. Un locale ampio, dove la necessità di manodopera cresceva in maniera esponenziale con il numero di clienti, sempre più assidui. Ed era qui che quattro extracomunitari, di nazionalità brasiliana e pakistana, erano costretti a lavorare osservando turni al limite dell'umano, con paghe non a norma, senza assistenza assicurativa. In barba a qualunque previsione legislativa.

L'assurdo: fra i tavoli la bella gente, nel retrobottega il profitto ottenuto ignorando i diritti umani. Ma è storia diffusa nel Salento. Infatti i carabinieri vigilano sui locali pubblici del capoluogo per contrastare il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento degli extracomunitari. I quali sono impiegati in vasta scala in questo settore merceologico. Una piaga che non onora il Salento e non aiuta la sua economia, evidentemente danneggiata dalla concorrenza sleale di chi, per abbattere i costi d'impresa, risparmia sulla manodopera. I carabinieri hanno denunciato il titolare del rinomato ristorante leccese per aver impiegato i lavoratori sprovvisti di permesso di soggiorno.


Contestate, dunque, violazioni penali e sanzionato per illeciti amministrativi. Tra cui quella del decreto Bersani, applicabile in casi di lavoro nero, per complessivi 231.900 euro. L'occupazione è durata dalla metà del 2004 a oggi. I lavoratori erano utilizzati soprattutto nel fine settimana e durante le festività natalizie e pasquali, nonché d'estate. I controlli hanno permesso di accertare altri tre rapporti di lavoro irregolari che il gestore del ristorante aveva instaurato con altrettanti italiani, per un totale di circa 1.400 giornate lavorative in nero. Recuperati alle casse dell'Inps e dell'Inail contributi e premi assicurativi evasi, per un totale complessivo di 68.900 euro circa. E continuano, intanto, i servizi di vigilanza e controllo del territorio anche nell'edilizia e nell'agricoltura, dove al lavoro nero si accosta la mancanza di sicurezza dei luoghi di lavoro, il Nucleo ispettorato del lavoro non molla.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I nuovi schiavi: lavoro nero nel ristorante di moda

LeccePrima è in caricamento