Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Rudiae / Via Lombardia

I soliti ignoti un anno dopo: rubati dall'anagrafe carte d'identità e soldi

Il furto precedente negli uffici di via Lombardia risale alla fine di luglio del 2014. Questa volta sono entrati da una finestra di una mensa vicina, buttando a terra una porta di ferro confinante e scardinando infine ben due casseforti

In alto: i carabinieri sul posto questa mattina. In basso, la sede della mensa da cui i ladri sono entrati.

LECCE – I soliti ignoti, un anno dopo. I ladri hanno violato ancora una volta gli uffici comunali di via Lombardia. Le stanze che ospitano l’anagrafe fanno gola sia per le casse che custodiscono i soldi per i vari pagamenti effettuati dai cittadini, sia per le carte d’identità in bianco, mai come in questo momento storico un bottino di guerra che fa gola ai falsificatori, visto il movimento sempre più ampio di migranti che bussano alle porte dell’Europa.

La scoperta è avvenuta questa mattina, al ritorno al lavoro. Dall'esterno sembrava tutto in regola, ma una volta varcata la soglia principale, i dipendenti si sono accorti di una porta sfondata e dell'armadio blindato scardinato. Sul posto sono così stati chiamati i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, diretti dal tenente Rolando Russo, con gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche, coordinati dal luogotenente Vito Angelelli, per i rilievi.

Stando alle prime ricostruzioni, sembra che i ladri siano entrati sfruttando una finestra della mensa universitaria limitrofa, gettando poi a terra una porta di ferro confinante e penetrando in questo modo nel luogo che rappresentava per loro il vero obiettivo.

Un’azione studiata in ogni dettaglio, perché avevano evidentemente con sé tutti gli arnesi per scardinare l'armadio blindato, a partire dalla fiamma ossidrica, abbandonata nella sala a "lavoro" finito. Dentro c’erano c'erano una cassaforte con documenti, fra cui diverse carte d’identità (moduli in bianco) e una dozzina di cassette di sicurezza più piccole, ciascuna contenente diverse somme di denaro in contanti, tutti diritti di cancelleria versati dai cittadini.

La cifra complessiva è al momento imprecisata, ma sembra che si aggiri a qualche migliaio di euro (molto meno di quanto immaginato in un primo momento). Non è chiaro nemmeno il numero esatto di carte sottratto. Gli inventari devono ancora essere compilati.  

I carabinieri acquisiranno i filmati di diverse videocamere della zona per cercare di fare luce su questo furto, che segue un altro messo a segno poco più di un anno addietro. Nella notte fra il 27 e il 28 luglio, infatti, dagli stessi uffici, furono sottratte ottantasette carte d’identità. In quell’occasione furono forzati anche alcuni distributori automatici di vivande, ma per ricavarne una cifra piuttosto bassa.

IMG-20150902-WA0012-3Si tratta di una tipologia di colpi molto in voga negli ultimi anni, che ha visto un picco anche nel Salento, con diverse bande all'opera e a caccia, in qualche caso, anche di armi e munizioni.

Alcune sono composte da salentini stessi, come hanno svelato diverse inchieste (specie quella sulla nota intrusione nella caserma della forestale di San Cataldo) ma altre, probabilmente le più specializzate, vengono da fuori regione. 

Una vasta operazione dei carabinieri ha portato nel maggio scorso all'arresto di una banda che si spostava a più riprese anche nel tacco d'Italia direttamente dalla Campania e che quindi si sarebbe resa artefice di numerosi episodi in provincia di Lecce e non solo. 

Non ultimo, è attribuito proprio a questo gruppo, originario di Milito di Napoli, il furto di pistole della polizia locale negli uffici comunali di Gallipoli, in via Pavia.

La sensazione, secondo alcuni investigatori, è che anche nell'episodio odierno di Lecce possa esservi la mano di una cellula criminale proveniente da altre località italiane. L'aspetto particolare è che sembra ricalcare come modus agendi proprio le orme di quello di Gallipoli. Il guaio è che negli uffici anagrafici di via Lombardia non vi sono né un sistema di videosorveglianza, né un antifurto. E questo i ladri dovevano saperlo bene.  

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