Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Identificato il cadavere del "Fazzi": è di un polacco

Si chiamava Tadeusz Konrad Palarz, aveva 48 anni. E' questa l'identità dell'uomo trovato senza vita, il corpo in avanzato stato di decomposizione, nel cortile dell'ospedale. Ma le indagini continuano

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LECCE - Il primo mistero è svelato. Ora, si conosce l'identità dell'uomo, il cui cadavere è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione nella serata di ieri, all'interno del cortile dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28912).

La squadra mobile di Lecce è partita da alcuni ritrovamenti. Una stampella, innanzitutto. Ma non solo. All'interno dello zaino che aveva con sé, nero, c'era un telefono cellulare, ma, soprattutto, c'erano alcuni appunti su un taccuino. Lavorando per buona parte della nottata e per tutta la mattinata, gli agenti hanno scoperto che si tratta di Tadeusz Konrad Palarz, di nazionalità polacca, deceduto all'età di 48 anni. Ma è solo ed esclusivamente il primo mistero svelato, appunto. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Giorgio Lino Bruno, "al fine di fare piena luce sull'accaduto", recita una scarna nota della questura di Lecce, non sono che all'inizio.

Chi fosse Palarz, l'ha spiegato alla polizia una donna, anche lei polacca, che lavora come badante nel capoluogo. Nello zaino, tra i pochi effetti personali, come anticipato, c'era anche un bloc-notes, con alcuni appunti, fra cui spiccava il suo numero di telefono. La donna è stata subito contatta. Per chiedere di identificarlo. Ed è riuscita a farlo grazie soprattutto ad un paio di scarpe. Le aveva regalate proprio lei, a Palarz, un clochard che frequentava abitualmente le zone della stazione di Lecce. Che lì dormiva. Che viveva di espedienti.

Palarz, in passato, aveva anche avuto qualche guaio con la giustizia. Era stato arrestato proprio dalla polizia, sezione volanti, il 14 settembre del 2008, nella marina di San Cataldo. Nell'occasione, insieme a una sua connazionale, anche lei senza fissa dimora, aveva derubato un extracomunitario, un indiano. Ci fu una mezza rissa. Tutto per pochi spiccioli e un cellulare. La guerra dei poveri.

Ma cosa ci faceva, Palarz, all'interno dell'ospedale? E da quanto tempo è morto? Ed è morto nel punto in cui è stato trovato, ipotesi forse più plausibile (in mezzo all'erba alta, non lontano dal cancello secondario, che offre accesso diretto alla camera mortuaria), o il corpo è stato trasportato (operazione più difficile, senza essere notati da qualcuno)? E qual è stata la causa del decesso? Questi sono gli interrogativi più pressanti, al momento.

L'autopsia, di cui si occuperà il medico legale Alberto Tortorella, non è ancora stata disposta, ma, secondo le prime ipotesi, Palarz non sarebbe deceduto da meno di sei-sette giorni, anche se secondo altre voci la morte potrebbe risalire persino alla metà di giugno. Il corpo s'è poi decomposto rapidamente, anche e soprattutto a causa del forte caldo che imperversa sul Salento da giorni. Una cosa sembra comunque certa: non è stata una morte violenta. Sul corpo, non vi sono segni recenti che facciano propendere per quest'ipotesi.


Addosso, come già noto, il polacco aveva una camicia bianca e un pantalone celeste. Quello che a tutta vista sembrerebbe un pigiama. A rinvenirlo, nel pomeriggio di ieri, è stato un operaio, per puro caso. Stava accomodando del materiale di risulta, s'è trovato davanti a un corpo quasi del tutto ridotto a un ammasso di ossa. Palarz, s'è poi appurato, era stato in passato ricoverato in ospedale e successivamente dimesso. A giugno era stato nel reparto di malattie infettive. Se vi sia una correlazione fra quel precedente ricovero e la morte, è l'aspetto ancora da tutto chiarire. Gli inquirenti non si sbottonano, ma è ovvio che, in queste ore, si sta sondando anche questa pista.

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