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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Il 118 steso al tappeto dall'influenza: 233 chiamate in sole sette ore

Centralino assediato. Non solo normali interventi, ma troppe richieste da codice verde e bianco. Questo anche perché molti medici di base non rispondono ai pazienti. E si rischia di restare senza ambulanze

LECCE – Qualcuno chiami il 118 per soccorrere gli operatori del 118. Dopo una mattinata come quella di oggi, rischiano di essere colti loro stessi da collassi e svenimenti. Hanno dovuto assorbire il colpo di un tornado di chiamate al centralino. Risultato delle linee roventi: disfunzioni a catena nel sistema d’emergenza. E questo proprio perché la maggior parte delle telefonate non erano, appunto, per emergenze gravi, ma per stati febbrili dovuti all’influenza che sta mettendo molti salentini al tappeto da giorni e lievi malori da codice verde, se non addirittura bianco.

Si è così arrivati a un punto, quando non era ancora metà mattinata, in cui spesso non solo gli operatori non sono riusciti a rispondere alle richieste, perché tutti impegnati in conversazioni, ma sono venute a mancare anche le ambulanze disponibili, con il rischio che situazioni più gravi restassero scoperte.

Un esempio concreto, che racconta il problema meglio delle parole, è l’episodio del cimitero, dove, intorno alle 10 del mattino, una donna di 64 anni che ha subito una profonda ferita alla testa con abbondante perdita di sangue, cadendo dopo un tentativo di rapina, è stata trasportata in ospedale dai poliziotti di una volante. Avevano raggiunto il luogo per le indagini, e invece si sono visti costretti a sostituirsi all’autolettiga.

In sette ore 233 telefonate

Dalle 7 del mattino alle 14 del pomeriggio, secondo il dato raccolto da Maurizio Scardia, direttore dell’Unità operativa complessa della centrale operativa 118, sono arrivate 233 telefonate, alle quali se ne devono aggiungere ventisei non raccolte dagli operatori, perché impegnati al telefono con altri pazienti. Richiedenti che, o sono stati ricontattati, dopo aver registrato il numero, o hanno richiamato in un secondo momento. Influenza e febbre alta, in un giorno come quello di oggi, si sono sommati a vari casi più o meno ordinari di codici rossi, specie arresti cardiaci, ma anche a richieste per incidenti stradali (tutti partiti in rosso e poi derubricati in giallo), che aumentano fisiologicamente nei giorni di pioggia.

Il fenomeno è indicatore, per l’ennesima volta, della crisi che travaglia il sistema. Una parte sostanziosa delle 233 chiamate di oggi sarebbe stata, in linea teorica, competenza di altre strutture sanitarie e non del 118. Ma all’atto pratico, è il servizio d’emergenza costretto a sopperire a un impianto le cui disfunzioni sono da ricercare, anche, in un certo malcostume, e a indossare le vesti, suo malgrado, anche di medicina generale.

Si rischiano ritardi nei soccorsi 

Il problema, infatti, specie nei giorni a ridosso delle festività (e fino all’Epifania il timore è che si vada avanti ancora così), deriva dal fatto che il 118 debba sostituirsi a diversi medici di base e occuparsi anche di situazioni meno gravi. Sono stati i vari pazienti a spiegare al telefono di aver chiamato il 118 proprio per la mancata risposta del medico di fiducia.

Ma se in sole sette ore sono arrivate tante richieste, si può solo immaginare quale rischi di essere il ritmo in 24 ore: fino a 800, 900 richieste di soccorso, quasi mai per effettivi codici rossi. E un’ambulanza non può occupata per sindrome influenzale, davanti a un incidente con feriti.

Insomma, l’ipertermia non stata lasciando a letto molti salentini, ma sta stendendo un intero sistema. Tanto che è stato disposto il blocco dei ricoveri ordinari al “Vito Fazzi”, eccetto per urgenze e per i pazienti neoplastici, proprio per arginare l'arrivo delle patologie influenzali. Una misura adottata prima ancora anche al “San Giuseppe di Copertino” e ancora in atto. La direzione sanitaria ha inoltre chiesto alle sedi di pronto soccorso di dare priorità ai pazienti arrivati col 118 proprio per liberare le ambulanze velocemente.

E' maxi emergenza

La criticità si è protratta anche nel pomeriggio, tanto da richiedere l'applicazione del protocollo per la "maxi emergenza". Le varie associazioni di volontariato hanno messo a disposizione gratuitamente altre nove ambulanze con personale, che non avranno alcun costo per la Asl e che consentiranno di far fronte a eventuali codici rossi (ne parliamo nel dettaglio in un altro articolo).

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