Cronaca

"Il Campanile sarà della città? Altrove fanno così..."

Lo storico e bibliotecario dell'Università De Luca torna su un argomento già dibattuto: la fruibilità del monumento di piazza Duomo, in fase di ristrutturazione. E cita l'esempio della città di Modena

Il Campanile di Lecce "messo in gabbia".

Lo storico e bibliotecario dell'Università del Salento, Valentino De Luca, ci aveva già provato a mettere in evidenza il problema della fruibilità del Campanile del Duomo, e sempre su queste colonne: https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=6968. Ora, però, è costretto a tornare sull'argomento, anche perché, accusa: "Su queste tematiche c'è un silenzio quasi assordante". Ed il problema nasce specie in rapporto ad altri monumenti italiani. "Senza dubbio è da condividere la disponibilità del Comune di Lecce, dell'amministrazione della Provincia e forse della Regione e di tutti i soggetti pubblici e privati di sedersi al tavolo interistituzionale per l'"obolo" all'Arcivescovo in soccorso del restauro del campanile della Cattedrale", esordisce De Luca. "A dire il vero, però, l'appello oltremodo accorato, è una chiamata alle responsabilità istituzionali e un coinvolgimento tardivo se consideriamo che il progetto è già stato predisposto e cantierizzato da tre anni con una soprabbondante e costosissima "gabbia"".

"In sostanza sono stati tenuti da parte i cittadini mentre i loro rappresentanti forse hanno sostato in panchina, oltre i tempi supplementari, quasi pronti ad entrare in campo e sulla scena mediatica al momento giusto secondo precise volontà. D'accordo, la proprietà del manufatto è della Curia arcivescovile, ma il monumento e l'importanza del suo restauro sono e restano un bene storico-culturale che deve essere ancora fruito e messo nella disponibilità dei cittadini leccesi, dei salentini e dei tanti turisti. Su queste tematiche, è assurdo sinora il quasi silenzio assordante! A chi giova? Non certo alla cultura e al turismo", sostiene De Luca. "In altri contesti invece, quasi contemporaneamente, è stato avviato in più fasi il restauro di un monumento che per tipologia è assai vicino al nostro campanile. Parliamo della Ghirlandina - spiega -, torre campanaria del Duomo di Modena di 90 metri circa, in parte di proprietà comunale. Dal mese di maggio 2007 per questo restauro lavora un Comitato scientifico appositamente istituito e composto da tecnici del Comune, dai rappresentanti delle Soprintendenze ai Beni Architettonici e Archeologici oltre che da esperti nelle singole discipline direttamente prese in considerazione per il restauro e cioè docenti dell'Università Cà Foscari di Venezia, dell'Università di Parma, del Politecnico di Torino, dell'Università di Modena e Reggio Emilia e dell'Università Iuav di Venezia".

"Proprio considerando il valore simbolico e culturale della Ghirlandina il cantiere ora è stato "aperto" ai cittadini e già sono in programma eventi e mostre tematiche e manifestazioni nell'ottica di una promozione turistica dell'intera città di Modena. Si è consentito di organizzare ed avviare visite guidate con quattro tipologie per salire sui ponteggi - spiega - e per la prima volta vedere da vicino le decorazioni delle cornici e i materiali lapidei interessati al restauro. Ci chiediamo, perché non trasformare il restauro del campanile di Lecce, almeno in questa fase dell'intervento, in una analoga opportunità culturale e utilizzare l'ascensore-montacarichi del cantiere allestito per completare il ponteggio?"

"Quella di Modena - prosegue -, una scelta fondamentale che ha tenuto conto dell'aspetto culturale e della promozione e coinvolgimento diretto, che l'amministrazione comunale, in prima battuta, aveva previsto con la formazione di tre comitati tra loro coordinati per affrontare in modo completo e scientificamente corretto il restauro della Ghirlandina monumento del secolo XII.: comitato scientifico con il compito di "proporre linee di intervento, orientare le scelte attuative e valutare i risultati scientifici dei lavori e dare il proprio apporto per la definizione ed il completamento delle indagini"; comitato tecnico, con il compito di "completare e coordinare gli studi avviati, progettare ed attuare gli interventi, dirigere il cantiere, monitorare i risultati degli interventi e definire il piano di manutenzione per gli anni successivi"; comitato eventi culturali, con il compito "di programmare e gestire la promozione dell'intervento di restauro come opportunità culturale della Città".

"E qui a Lecce - si chiede De Luca -, siamo proprio sicuri che al già ottenuto finanziamento pubblico dell'8 per mille accanto a tutti gli sponsor che sicuramente si affiancheranno in itinere non si possa "contrappesare" almeno una giusta motivata e decisa richiesta pubblica di partecipazione e di coinvolgimento culturale della città di Lecce, città sconfortatamene da sempre divisa quasi su tutto? A noi cittadini del Salento e ai tanti sicuri turisti, durante e dopo il restauro sarà consentito l'ingresso e la salita a perdifiato fino a vedere e apprezzare da vicino i particolari lapidei barocchi, le grandi balaustre tornite e decorate, il cupolino policromo e, fino in cima all'altezza di 73 metri circa, la banderuola metallica del santo protettore?"

"Ciascuno di noi potrà emozionarsi e per la prima volta posare lo sguardo sull'intero cortile del Vescovato, il più straordinario insieme barocco, vera elegante e armonica sinfonia, sui tetti con tegole arse dal sole e sulle terrazze squadrate? Ci sarà consentito - prosegue lo storico - sconfinare coi pensieri oltre il possibile e il già noto al di là delle distese macchiose e delle campagne olivetate fino all'immenso mare alla ricerca da un lato delle cime innevate dell'Albania e dall'altro delle coste della Calabria? Sarà possibile posarsi con lo sguardo a volo d'uccello sulle facciate delle tante chiese e sui chiostri dei conventi e sui giardini delle residenze nobiliari e riconoscersi cittadini nel tortuoso reticolo viario? Sarà quello di Lecce - conclude - forse il primo campanile del Salento ad aprire la porta alla sua Città?"

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